I COMMERCIANTI INSORGONO CONTRO LA CAMPAGNA MEDIATICA DEL PD SUI RIFIUTI
NOVA SIRI – Carlo Lermani è proprietario e gestore di un bar in pieno centro a Nova Siri Scalo. Nei giorni scorsi ha ricevuto le telefonate di due clienti della provincia di Potenza, storici frequentatori estivi del centro jonico. “Ma che succede a Nova Siri? Abbiamo letto sulla stampa di degrado e sporcizia, il paese viene dipinto come una discarica a cielo aperto. Non dobbiamo mica cambiare meta quest’anno?”.
Lermani (per tutti è “Carlone”) ha incassato il colpo e ha portato la rabbia che aveva in corpo a un incontro con i commercianti locali per l’organizzazione della Notte Bianca. Ha comunicato ai colleghi il proprio stato d’animo e ha scoperto che quella stessa rabbia era condivisa da molti altri.
Non è andata giù, a lui e ad altri operatori commerciali, la campagna mediatica che l’opposizione comunale del Pd (in particolare il capogruppo, Pasquale Favale) ha messo in piedi nei giorni scorsi sul presunto stato di degrado ambientale del centro, con tanto di dossier fotografico. Ne è nato un piccolo comitato spontaneo (di cui Lermani è stato informalmente nominato portavoce) con l’intento di riabilitare l’immagine del territorio. Gli hanno chiesto di rendere pubblico un messaggio forte e chiaro: Nova Siri non è un centro sporco, come si vorrebbe farlo apparire.
“Girare un territorio di ampia superficie, come ha fatto il Pd, e trovare punti critici non è difficile. Si potrebbe farlo ovunque: a casa di ciascuno di noi, se si volesse, si potrebbe trovare la cosiddetta ragnatela sul soffitto, ma dipingere il paese come una discarica a cielo aperto pare eccessivo, oltre che dannoso”.
A muovere i commercianti, infatti, è una ragione molto semplice: “Una cattiva campagna sul territorio – spiega – ci danneggia economicamente”. C’è, insomma, il timore che calcare la mano sul presunto degrado ambientale abbia come prima conseguenza proprio la fuga dei turisti.
“Intendiamoci – chiarisce Lermani – sappiamo bene che alcuni dei problemi segnalati sono reali, ma questa ostinata ricerca della visibilità mediatica, anche a spese del territorio, a mio parere non giova a nessuno, neppure all’opposizione stessa. La sede appropriata per chi vuole fare opposizione costruttiva è il Consiglio Comunale, ma andare sui giornali in questo periodo, con cadenza puntuale e ostinata, pare del tutto inutile. Una minoranza consiliare che avesse a cuore il territorio avrebbe potuto fare lo stesso dossier fotografico e mostrarlo in consiglio comunale, avrebbe anche potuto interpellare i commercianti per fare delle pressioni al fine di risolvere i problemi e avrebbe certamente ottenuto il nostro supporto costruttivo, ma, per il bene del paese, avrebbe dovuto evitare di enfatizzare i problemi, come invece sta facendo. I panni sporchi si lavano in famiglia, almeno se si tiene alla famiglia più che alla propria immagine”.
Il risentimento di Lermani cresce quando pensa agli sforzi che la categoria commerciale sta compiendo. “Ci stiamo impegnando per organizzare due giorni di Notte Bianca anziché uno come l’anno scorso, stiamo abbassando notevolmente i prezzi e molti di noi hanno reso i locali più accoglienti con moderne ristrutturazioni. Nova Siri era e rimane una meta attraente. Se la politica non riesce a darci supporto, che almeno non diventi ostacolo”.
Gli si obietta che però, di fatto, non è tutto rose e fiori. Lui annuisce e parla con chiarezza. “Certamente sono numerose le criticità che emergono a più livelli, anche imputabili a chi amministra, come le tante buche sulle strade e un cartellone estivo che non è proprio il massimo, ma ripeto, le cose vanno segnalate, non enfatizzate o, peggio, strumentalizzate”.
Il caso, talvolta, è beffardo. Mentre conversiamo si avvicina al tavolo un gruppo di turisti romani. Stanno andando via dopo qualche giorno di permanenza e ringraziano per il servizio. “Grazie di tutto, siamo stati bene. Nova Siri è un paese accogliente e pulito”. Pulito? A loro è sembrato di sì. Carlone sorride e sospira: “Si vede che non hanno letto i giornali”.
FONTE: Pino Suriano da Il Quotidiano della Basilicata