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D’Armento: “Qui c’è un regime tribale”

Duro attacco del consigliere D’Armento dopo la sentenza Laddomata. “Si è perso il contatto con la gente, chi dissente con la maggioranza viene fatto fuori”
“Mi vedo chiamato in causa in un articolo apparso sul Quotidiano il 21 dicembre scorso, articolo da cui prendo piacevolmente atto della decisione del Consigliere Michele Laddomata di dimettersi dall’incarico di vice-presidente del Consiglio Comunale. E’ una scelta, finalmente, di assoluta coerenza: non è, infatti, con tali “contentini” o con fumosi rimpasti istituzionali che si tiene coesa una maggioranza: che significato ha, in termini di rilancio dell’azione amministrativa, muovere pedine senza colore su uno scacchiere marcito?” Ad affermarlo è il consigliere comunale del Pdl, Giuseppe D’Armento. “Che senso ha se le regole del gioco, prima fra tutte il numero di preferenze ottenute alle urne – stigmatizza l’ex assessore- sono state via facendo calpestate oltre ogni limite di etica pubblica e di decoro istituzionale? Per tenere unito un gruppo, in vista del bene comune del territorio, servono l’ascolto e la condivisione, serve una pianificazione collegiale che tenga conto delle istanze di ciascuno, nessuno escluso, che , eletto consigliere, è una diretta emanazione della volontà popolare. Non si puo’, altresi, pretendere che chi non ha metabolizzato i principi della democrazia in piu’ di otto anni lo faccia adesso , ora che questa insignificante e infruttifera performance governativa è ormai agli sgoccioli. Qui a Nova Siri, come nel piu’ dispotico dei regimi, tribale, piu che medievale – ha continuato – non valgono i principii del buon senso, dell’ascolto e della partecipazione democratica: chi dissente viene messo a tacere, “defenestrato”. E’ bene pure che la gente sappia quale è la motivazione addotta dal sindaco per la “defenestrazione” subita dal sottoscritto : sono stato addirittura additato di essere di “pregiudizio alla cura degli interessi della comunità locale e alla realizzazione del programma politico-amministrativo” , quando , invece, mi sono sempre prodigato per il bene pubblico e continuero’ a farlo, nel modo in cui mi è consentito. Quando attaccai la politica territoriale dell’Asm, perorando i legittimi diritti dei nostri cittadini, lo feci da uomo del Pdl (infatti Rosa e Venezia portarono la questione sui banchi del consiglio regionale ) ma subii la dura censura del sindaco , con il compiacente silenzio di chi , all’ interno del PDL avrebbe potuto prendere posizione ; con l’avallo e l’attestazione di stima , tuttavia, di molti amici di partito e di tantissimi novasiresi, non solo miei elettori. A proposito di finestre mi viene in mente un aneddoto: in vigilia elettorale , nel 2009, chiesi , da neofita quale ero, come mai non si fosse pensato a istituire delle primarie pre-elettorali anche nella coalizione di centro-destra e mi fu risposto: “noi siamo democratici veri e chi è animato da buona volontà, da noi puo’ entrare non solo dalla porta ma anche dalle finestre ,senza bisogno di primarie”… è amaro constatare ora, alla luce dei fatti accaduti, che porta e finestre erano sì aperte, ma per meglio sbattere fuori le voci piu’ limpide, per meglio “defenestrare” chi ha inteso il mandato come puro servizio al cittadino, per far uscire chi, mente pensante e dotato di colonna vertebrale, non si è limitato a fare il consigliere chinando la testa e alzando la mano.
In un siffatto contesto va avanti non chi serve il popolo ma chi, come dissi in un altro articolo, ha doti di servile palafreniere. La maggioranza chiamata al governo cittadino nel 2009 è ormai disgregata , tenuta per troppo tempo in piedi da artificiose alchimie che ora non possono piu’ aver luogo: il popolo di Nova Siri è stanco di assistere a giochi da prestigiatore piuttosto che ad un’azione amministrativa incisiva ed efficace che risollevi le sorti del territorio e della comunità. Un azione la quale, lo affermo – ha concluso – con dispiacere, non ha ormai piu’ il tempo di delinearsi , ora che anche il tempo di deriva di questo barcone-fantasma va mestamente esaurendosi”.
FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

Il sindaco è incapace di governare il paese. Si va alla deriva

Duro attacco del capogruppo del Pd, Pasquale Favale
Prosegue a distanza il botta e risposta tra il sindaco di Nova Siri, Giuseppe Santarcangelo ed il capogruppo del Partito democratico, Pasquale Favale. Quest’ultimo replica in maniera sonora alle dichiarazioni del primo cittadino apparse domenica scorsa su “Il Quotidiano”. «Mi spiace constatare – ha esordito il leader dell’opposizione consiliare – che ad ogni iniziativa del Pd che riguarda il territorio di Nova Siri dove viviamo anche noi e che rappresentiamo, purtroppo per Santarcangelo, visto che siamo stati eletti consiglieri comunali, puntualmente, questi sfodera un atteggiamento insolente da persona insofferente. Siamo stanchi di essere tacciati di incapacità amministrativa proprio dal sindaco, tanto più, essere definiti distorti nell’approcciare le questioni amministrative nella loro concezione e complessità. E’ sotto gli occhi di tutti di come malgoverna il nostro paese, arrancando affannosamente e stanco di ascoltare ed affrontare le problematiche di tutti i cittadini. Una inesorabile decadenza che, pericolosamente, ci sta portando ad una deriva sociale ed economica; basti pensare che da quando amministra con la sua maggioranza, tanti problemi del passato non sono stati risolti anzi peggiorati ed il nostro paese rischia il totale fallimento: economicamente e socialmente. Quindi se proprio vi è qualcuno, che male interpreta la gestione della cosa pubblica, quello è proprio il sindaco. Del resto tanti rappresentanti della sua stessa maggioranza, in passato, lo hanno accusato e tacciato di incapacità governativa (rendersene conto visionando i giornali locali pubblicati nei mesi scorsi) e lo fanno tuttora. Io insieme al gruppo consiliare che rappresento, ho sempre operato nel bene e nell’interesse della comunità e non come sostiene lui, accusandoci, «di godere quando siamo a conoscenza dei problemi che riguardano il paese». Non vi è peggiore falsità di quello che ha sostenuto nella nota che ha mandato al vostro giornale ed in particolar modo sulla vicenda di Goletta verde e dei dati Arpab. Il sindaco è perfettamente a conoscenza che in quell’interrogazione (pubblicata sempre dal Quotidiano) chiedevamo spiegazioni in merito, poiché vi erano dei dati, anche in contraddizione tra loro, che non convincevano del tutto. Nel contempo io ho chiesto se vi era l’opportunità di valutare se perseguire o meno Goletta verde per procurato allarme. Di contro Santarcangelo ha soprasseduto sulla mia richiesta e come al solito, non si è nemmeno degnato di convocare un tavolo tra minoranza e maggioranza per poter discutere in merito alla mia richiesta, indicata nell’interrogazione ed ai fatti che erano accaduti. Mi preoccupa inoltre – ha continuato – Favale- l’allusione a «cosa loro» non vorrei pensare che lui abbia voluto simboleggiare altra assonanza terminologica, di voga in quegli ambienti mafiosi-camorristici, che nel passato ha fatto spaventare e discutere e fa ancora discutere, terminologia che mai è appartenuta alla nostra storia politica locale, né potrà mai appartenervi. Allusione che non gli perdono e non gli lascio passare e detta da lui, primo cittadino, mi angustia e mi devasta mentalmente e moralmente. Mi aspetto delle pubbliche e formali scuse. Senza dilungarmi e rinviando alcune azioni di tipo amministrativo che io ed il mio gruppo consiliare intenderemo fare a breve, voglio soltanto affermare che tutti i rappresentanti politici vicino alla nostra comunità fanno il loro dovere, interessandosi chi più e chi meno ai problemi dei cittadini. Purtroppo non possiamo dire lo stesso del sindaco. Se questo è il clima che ogni volta ci propone – ha concluso – e se queste sono le parole con le quali ci etichetta, non saremo più disposti ad ascoltarlo e talvolta ad acconsentirlo, perché non merita l’attenzione di noi persone serie che lavoriamo e ci dibattiamo per il bene della collettività, vista la sua totale assenza. Complimenti».
FONTE: Il Quotidiano della Basilicata

Sindaco di Nova Siri sul Piano dei Lidi

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In un incontro con il responsabile dell’Ufficio demanio marittimo della Regione Basilicata, l’Amministrazione comunale di Nova Siri ha ribadito le osservazioni inviate all’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata durante le fasi di partecipazione alla pubblicazione della variante del Piano dei Lidi.
In particolare – spiega un comunicato – il sindaco Giuseppe Santarcangelo – ha sottolineato che:
il Regolamento attuativo e le procedure per l’assegnazione dei lidi devono prevedere la libera concorrenza secondo le direttive europee, evitando discriminazioni in danno di chi vuole accedere alla possibilità di intrapresa;
la tipologia dello Stabilimento balneare (a Nova Siri ne sono previsti circa 11 nell’arco di circa 2,5 Km) deve prevedere la possibilità di aggiungere anche una destinazione di piccola ricettività (a tipo B&B) che trova sintonia con le norme tecniche del Regolamento Urbanistico Comunale.
E’ stata chiesta, inoltre, la possibilità di candidature separate per l’assegnazione di concessioni del solo arenile per posa ombrelloni e servizi e/o della parte a monte del Lungomare dove sono previste funzioni più complesse (con offerte di attività complementari alla balneazione);
la salvaguardia della spiaggia libera centrale di Nova Siri (Piazza Prova d’Orchestra) che è la più frequentata dai cittadini e dagli utenti.
Tali osservazioni – conclude la nota del primo cittadino – erano state condivise in pregressi incontri con operatori e cittadini.

FONTE: Basilicatanet

Sindaco Nova Siri su Aree Programma e forestazione

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Conferire alle istituende Aree Programma la delega alla gestione della Forestazione. Dare così piena attuazione ed operatività in materia di tutela e governo del territorio e di salvaguardia ambientale così come previsto dall’art. 23 della legge regionale 33/2010”. Lo dichiara in un comunicato il sindaco di Nova Siri Giuseppe Santarcangelo.
Nell’imminenza degli incontri convocati dalla Regione per lo start-up delle Aree, che dovrebbero nascere entro la fine dell’anno, – prosegue il primo cittadino – è utile approfondire la questione che, dalle prime indiscrezioni, sembrerebbe appannaggio delle Province.
Non convince del tutto una tale centralizzazione.
Riconoscere ai Sindaci ‘la funzione di programmazione e di rappresentanza politica del territorio nella definizione, implementazione ed attuazione delle politiche regionali’ come egregiamente accaduto nella gestione dei POIS, e nella realtà riservarsi una delega esercitata fino ad oggi dalle Comunità Montane, non appare un buon viatico”.

FONTE: Basilicatanet

Il commerciante Bianco torna a denunciare presunte irregolarità

La seconda puntata. Domenico Bianco, conosciuto come Mimmo, è il commerciante che aveva inviato al Comune di Nova Siri l’esposto ormai famoso sull’appropriazione di spazi pubblici da parte degli esercenti commerciali del suo paese. Nei giorni successivi aveva annunciato un seguito alla sua azione di segnalazione. E così, nella scorsa settimana, Bianco è tornato in Municipio per protocollare una seconda missiva, indirizzata al sindaco di Nova Siri, Giuseppe Santarcangelo, e, per conoscenza, agli assessori comunali all’Urbanistica e all’Ambiente, all’Ufficio Tecnico e al Comando dei Vigili Urbani. Vi si fa cenno, con il corredo di immagini documentarie, ad alcune situazioni non propriamente a norma, almeno a suo giudizio. Si parte dalla manutenzione della segnaletica stradale, a suo dire non chiara e ai limiti della pericolosità. C’è poi un riferimento all’edilizia, in particolare a “ponteggi montati da diversi mesi, che non rispettano alcuna norma di sicurezza, eretti intorno ad edifici in fase di ristrutturazione dei quali nessuno si accorge”. Infine, sempre a Nova Siri, secondo Bianco ci sarebbero “veri e propri magazzini privati su strade pubbliche e di libero accesso”. Questa la conclusione della lettera alle autorità: “Vi ringrazio per l’attenzione e vi chiedo di dare spazio a chi vuole lavorare seriamente, a chi è stato disposto a fare investimenti privati e a chi non ha mai chiesto nulla a nessuno. Vi chiedo, inoltre, di essere più attenti a chi deturpa il nostro paese, a chi non pensa che determinati atteggiamenti impoveriscano ancora di più la nostra comunità”. A Nova Siri le segnalazioni di Bianco hanno suscitato una duplice reazione nell’opinione pubblica. Da una parte c’è chi riconosce al commerciante il positivo ruolo di segnalazione di problemi reali, dall’altro c’è chi gli contesta un inasprimento del clima e delle relazioni tra commercianti. Che effetto avrà questa nuova segnalazione? E, soprattutto, c’è da attendersi altro?
FONTE: Pino Suriano da Il Quotidiano della Basilicata

Sindaco Nova Siri su disservizi ufficio postale

“Ha raggiunto livelli di intollerabilità il servizio di POSTE SPA nel Comune di Nova Siri.
Alla riduzione di spazi vitali (sottratti per l’attività di banking) per i cittadini utenti – costretti ad estenuanti file in pochi metri quadrati – si aggiungono continui disservizi nel recapito della corrispondenza, anche di quella raccomandata, con non poco nocumento anche per aziende invitate a gare ed appalti”. Lo dichiara in una nota il sindaco Giuseppe Santarcangelo.
“L’ultimo episodio – di cui è stato protagonista lo scrivente – riguarda la gestione in giacenza di posta raccomandata.
Dopo una attesa di circa trenta minuti, allo sportello si è scoperto che il sabato non è possibile consegnare corrispondenza, senza che questo fosse stato segnalato nell’avviso di giacenza.
A tutto – sottolinea il sindaco di Nova Siri – ciò va aggiunta lo non eccessiva cortesia e pazienza dei funzionari e del dirigente in primis che non ha voluto prendere minimamente in considerazione quanto lamentato, adducendo problemi di competenza.
Come dire che il tempo dei cittadini non ha lo stesso valore del tempo di produzione del personale di Poste SPA.
Nei prossimi giorni sarà chiesto un incontro alla direzione provinciale per:
rivendicare spazi ed uffici idonei, dignitosi e praticabili a Nova Siri Centro e Marina, visto anche il flusso dei turisti in questo periodo;
verificare il servizio di recapito corrispondenza e l’aderenza del comportamento dei funzionari a quanto previsto nella Carta Servizi di Poste SPA”.

FONTE: Basilicatanet

A Nova Siri tre aree di Wi-fi pubblico gratuito

Giuseppe Santarcangelo, sindaco di Nova Siri comunica che saranno realizzati da Telecom Italia tre aree di Wi-fi pubblico gratuito nel territorio comunale.
Il servizio – nell’ambito di un aggiornamento della rete telefonica comunale che utilizzerà la tecnologia VOIP con riduzione dei costi – sarà disponibile a breve nelle tre aree individuate, di cui una nel Centro Storico e due nella Marina .
Un servizio offerto con fondi di bilancio comunale oltre che ai giovani cittadini anche alla moltitudine di turisti che ogni anno affollano Nova Siri.
Sempre Telecom Italia sta allestendo un sistema di Video Sorveglianza – per un costo di circa 243.000 euro – che monitorerà inizialmente circa 14 aree sensibili del territorio comunale ( di cui tre in Centro Storico) ma che sarà con il tempo implementabile con nuove telecamere.

FONTE: Basilicatanet

Un gran cerusico ha fatto diagnosi, un grande apotecario ha fornito la cura, il male è tolto : Nova Siri è ora in piena salute!

Prendo atto formalmente della provvedimento di revoca, da parte del Sindaco, delle mie deleghe. E’ il sonno della ragione: vengo addirittura additato di essere di “pregiudizio alla cura degli interessi della comunità locale e alla realizzazione del programma politico-amministrativo”. C’è un programma politico-amministrativo che viene onorato? Mi pare di no, e la cosa peggiore è che il peso di una politica fallimentare viene addossato al sottoscritto, quando chi è in capo all’Amministrazione dovrebbe sapere che non esiste un vento favorevole per un marinaio che non sa dove andare. Non è onorevole, per continuare l’allegoria marinaresca, che il Comandante della nave, a tempesta in atto, si rifugi nella stiva dando la colpa a qualche marinaio, non esitando a buttarlo a mare.
Mi duole constatare che prima ancora di ricevere la notifica dal messo comunale, sono stato contattato da un giornalista che ha asserito la notizia essere già da tempo di pubblico dominio. Segno che la propalazione di cui mi si accusa è un’attitudine non certo mia, ma di qualcuno, o alcuni, membri di una maggioranza nella quale, evidentemente, si celano vere “talpe” che scavano cunicoli sottoterra.
Quest’ ultima prodezza, revocarmi le deleghe, connota a tinte fosche una maggioranza che ha abbandonato ogni logica di collegialità e partecipazione democratica. Cosa ho fatto se non, sempre con animo teso alla costruzione, sollevare una proposta di dialogo sullo scarso peso decisionale riservato ai consiglieri? Cosa ho fatto se non esprimere un malcontento, legato al “non metodo ” amministrativo che vige e grava sulle spalle di tutti i cittadini di Nova Siri? Sono andato sulla stampa perché il Sindaco ormai da tempo ha deciso di non concedere ascolto alla mia voce. I fatti parlano chiaro a proposito del clima che si respira nel gruppo di governo: è forse menzogna che un consigliere ha rinunciato alla sua delega parlando di “risposte non avute dal Sindaco”? E’ una menzogna che un assessore, seppur non formalmente, ha espresso al Sindaco senso di lontananza e disagio? E’ una menzogna che un altro consigliere ha rinunciato di fatto alla nomina a Vice-presidente del C.C. ? Il malessere di questa maggioranza leviathana senza un cuore è inopinabile: troppo facile, fin troppo comodo cercare di “far passare” per una mia personale intemperanza caratteriale il tentativo di affrontare in radice problemi che sono evidenti agli occhi di tutti.
Avevo chiesto un incontro di confronto costruttivo, ma tale incontro è stato a tutti gli effetti uno “scontro”, una premeditata rappresaglia in cui alcuni assessori hanno coordinato una malsana opera di accerchiamento di carattere giacobino: addirittura un assessore, già militante in altra area politica, si è sovente lamentato che nella sua precedente appartenenza partitica, a lui, voce “fuori dal coro” sono state inviate “Le truppe cammellate” ad accerchiarlo; ora cosa fa? E’ lui che invia a me le truppe cammellate? Mi ha nientemeno minacciato di denuncia penale per aver utilizzato, in un articolo, il termine “oligarchia”. Episodio miserevole. Questa è, poi, la risposta del Sindaco al mio appello ad un rilancio dell’azione politica: la defenestrazione, metodo da purga staliniana evidentemente molto caro a qualcuno, considerata la disinvoltura con cui lo si usa.
Sin dall’inizio si è assistito nel “gruppo” ad una serie di battaglie mirate ad ottenere poltrone e postazioni di visibilità, battaglie a cui io, lo dico con fierezza, non ho mai preso parte, in spregio ad azioni biasimevoli di sciacallaggio politico. Non ho mai promosso né aderito a gruppi di spaccatura interna, anzi ho anche rinunciato alla carica di Assessore per permettere al gruppo di andare avanti superando le frizioni generatesi. Quando ho polemizzato con l’opposizione, membri della maggioranza hanno addirittura solidarizzato pubblicamente con essa.
Chi è andato sulla stampa per “lanciare” gruppi di contrapposizione interna alla maggioranza, chi ha ordito trabocchetti per i compagni di squadra e li ha affossati prendendone il posto è stato addirittura premiato, pur macchiandosi di azioni ben più riprovevoli del mio dire a mezzo stampa “diamoci una mossa o si va alla deriva” (avvenuto, tra l’altro, dopo reiterati e vani tentativi di parlare col Sindaco che non ha risposto alle mie innumerevoli telefonate, né mi ha richiamato, né mi ha degnato dell’opportuna attenzione quando mi recavo al Comune). E’ chiaro che nella maggioranza vige la legge della giungla, dove prevale il prepotente, dove si va avanti cedendo alla violenza di chi si fa spazio a spintoni, dove l’unica logica meritoria è quella del ricatto politico, cui, pur di stare a galla e assicurarsi una poltrona, si è ceduto spesso e volentieri. Chi ha seguito recentemente la stampa locale si renderà conto che le motivazioni addotte sono faziose e il tutto ha il sapore di un’azione deliberata e ben concertata contro di me..
Prendo atto con amarezza della decisione del Sindaco, augurandogli, estirpato il “male D’Armento”, di dare risposte concrete ed illuminanti al popolo di Nova Siri, che, se ci saranno, io stesso applaudirò (in tema di risposte illuminanti è stato penoso vedere l’altra sera, dopo la festa patronale, interi gruppi di turisti brancolare sul lungomare di Nova Siri nel buio più pesto armati di torce, unico modo per rientrare ai campeggi. Roba da terzo mondo. Tutta colpa di D’Armento, chiaramente.). Sono stato a più riprese mortificato e continuo ad essere ancora mortificato: è da tempo che non sono stato messo in condizione di lavorare e costruire, quindi da ora in poi sarò, nei confronti di questa Amministrazione, la coscienza critica della gente che mi ha votato e di tutta la popolazione di Nova Siri che è stanca della inettitudine di questa maggioranza.
Per opportuna coerenza mi vedo costretto a passare dall’essere un consigliere di maggioranza del PDL all’essere un consigliere autonomo del PDL. Di volta in volta, esaminate le istanze di voto consiliare, mi delibererò secondo coscienza, continuando, nel modo in cui mi sarà possibile, ad onorare il mio mandato negli interessi della collettività novasirese.

FONTE: Giuseppe D’Armento

D’Armento non è più assessore

Il sindaco gli ha revocato le deleghe a Cultura, Agricoltura e Centro storico. Dissapori già noti da tempo sono sfociati nel provvedimento del primo cittadino
Doppia retrocessione nel giro di soli quattro mesi per il consigliere del Comune di Nova Siri, Giuseppe D’Armento che è passato dal vestire i panni di assessore, dal giugno 2009 al 10 febbraio 2011, data in cui è stato “dimissionato” per vestire l’abito del consigliere delegato (un mezzo assessorato nella sostanza), fino a ieri mattina, quando il messo comunale gli ha bussato alla porta per notificargli il provvedimento del sindaco Giuseppe Santarcangelo (un decreto sindacale), con il quale gli sono state revocate le deleghe alla Cultura (e Spettacolo), Agricoltura e Centro Storico. Per il momento il primo cittadino non ha riassegnato gli assessorati anche se pare che la delega alla Cultura ed allo Spettacolo sarà gestita da un tandem di assessori: Giuseppe Mitidieri e Cosimo Pancaro, seppur senza formalizzazione, che ricordiamolo per la legge non è necessaria, in quanto un assessore è per definizione “collaboratore del sindaco”. La cosa si rende necessaria e urgente, visto che il cartellone estivo deve essere varato entro i primi di luglio. Tornando a D’Armento, la notizia circolava già da una settimana, anche se, solo sotto forma di indiscrezione, esattamente da martedì scorso quando la maggioranza eletta, al completo (tranne l’ex vice sindaco Michele Laddomata), si è riunita per affrontare una serie di questioni interne. Una sorta di “lavaggio di panni sporchi in casa”. Dall’esito del confronto, in cui in più di un intervento i componenti della maggioranza hanno fatto notare a D’Armento che le sue uscite sulla stampa erano da ritenersi “nocive” per la tenuta e per la coesione politica, nonché per l’immagine della maggioranza, è emersa la decisione da parte del sindaco coadiuvato dagli altri esponenti del gruppo, assessori in primis, di revocare formalmente il “rapporto di fiducia” che lega un sindaco ad un suo delegato, non importa se solo consigliere o assessore. Ma da quello che risulta al Quotidiano, il sindaco la fiducia nei confronti di D’Armento l’aveva persa da un pezzo, e solo questioni legate ai soliti equilibri, che in politica sono tanto invocati, ha fatto sì che la decisione di non avvalersi della sua collaborazione amministrativa giungesse solo ieri. Il diretto interessato ieri mattina, interpellato telefonicamente, aveva di non esserne ancora a conoscenza. Il provvedimento, il primo cittadino lo aveva protocollato venerdì nella tarda mattinata prima della chiusura degli uffici comunali per il week end, per cui l’iter della notifica è partito soltanto ieri. Di certo la seconda retrocessione di D’Armento non è stata un atto facile, visto quello che il suo cognome e la sua famiglia rappresentano un qualcosa nella storia politica di Nova Siri, suo padre Carmine, “il professore” fu vice sindaco della Democrazia Cristiana, negli anni ’80, con sindaco l’attuale senatore del Pdl Cosimo Latronico, riferimento politico principale di questa maggioranza. Intanto per un delegato che va, c’è un delegato che viene. Pare infatti che il consigliere Antonio Toscani sia in procinto di riottenere la delega alla Manutenzione che aveva rimesso “per protesta” nelle mani del sindaco tre settimane fa. Ora resta da capire, cosa farà D’Armento? Passerà all’opposizione? Ma una cosa è certa non se ne resterà in silenzio.

FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

Il balletto delle poltrone

Atmosfera movimentata al Comune fra chi rinuncia alle deleghe e chi resta. Si apre il caso Laddomata: da ex vicesindaco diventa vice presidente del Consiglio

C’è fermento, mutamento e scenari sempre più aperti ed incerti all’interno della maggioranza (civica) di centrodestra che amministra dal 2009, per il secondo mandato consecutivo, il Comune di Nova Siri con alla guida il sindaco Giuseppe Santarcangelo, neurologo di professione. Il consiglio comunale che si è tenuto nel tardo pomeriggio di venerdì scorso non ha fatto altro che evidenziare quanto dal punto di vista politico e organigrammatico andava profilandosi già nei giorni scorsi. Un solo colpo di scena imprevisto: l’elezione dell’ex vice sindaco (defenestrato due volte dal sindaco il cui secondo ricorso sarà discusso al Tar il prossimo 23 giugno) Michele Laddomata, alla carica di vice presidente del consiglio comunale, lasciata vacante dopo l’ingresso nella giunta comunale di Francesco Tarsia. Carica che è incompatibile con quella di assessore. Tornando a Laddomata, questi ha anche querelato il sindaco ritenendosi diffamato dallo stesso per le motivazioni espresse nel corredo motivazionale utilizzato nel secondo decreto sindacale di defenestrazione. Così Laddomata è passato dall’essere il vice di Santarcangelo, all’essere il vice di Antonio Melidoro, presidente del Consiglio. L’opposizione non aveva accettato l’investitura così come nemmeno il consigliere semplice di maggioranza Dino Padula, così vista l’assenza annunciata dal Quotidiano degli scontenti, Toscani e D’Armento, non restava altro che sperare che il buon Laddomata accettasse. Non è comunque escluso che possa dimettersi a breve. Intanto ad oggi non è dato sapersi con certezza se questi fa parte nuovamente della maggioranza, ma l’elezione viene data per “sospetta”. Non resta che attendere il Tar. Intanto l’assessore al Bilancio Pino Settembrino, ha rimesso la delega al personale nelle mani del sindaco. Cosa avvenuta prima di Toscani, dimissionario da consigliere alla Manutenzione. Così abbiamo assessori che in buon ordine rinunciano ad alcune deleghe (Settembrino), consiglieri che rinunciano sbattendo la porta (Toscani) e consiglieri in “vertenza” che continuano a tenersi le deleghe, come D’Armento. Quest’ultimo, interpellato dal Quotidiano ha lanciato come sempre alcune proposte. “Mi auguro – ha detto – che ci sia una pronta convocazione di una conferenza tecnico-programmatica di maggioranza, in cui venga stilato un piano di intervento non solo sul territorio, ma anche sulle regole della partecipazione democratica che debbono vigere nel contesto della maggioranza e che si adottino delle azioni forti e risolutive d’intervento sullo scollamento tra l’impianto della politica e quello degli uffici comunali. Auspico pertanto che si possa arrivare al più presto alla stesura di un documento programmatico di rilancio dell’azione politica e amministrativa alla presenza di colui che all’epoca (nel 2009, ndr) fu il garante politico e assistì con la sua autorevolezza alla nascita di questo progetto amministrativo, il senatore del Pdl, Cosimo Latronico, che dall’alto della sua esperienza, competenza e capacità di equilibrio, possa dare utili consigli nel reindirizzare la barca amministrativa su una scia virtuosa. O si prendono delle decisioni drastiche di rilancio – ha concluso D’Armento – oppure si va alla deriva”.

FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

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