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D’Armento: “Qui c’è un regime tribale”

Duro attacco del consigliere D’Armento dopo la sentenza Laddomata. “Si è perso il contatto con la gente, chi dissente con la maggioranza viene fatto fuori”
“Mi vedo chiamato in causa in un articolo apparso sul Quotidiano il 21 dicembre scorso, articolo da cui prendo piacevolmente atto della decisione del Consigliere Michele Laddomata di dimettersi dall’incarico di vice-presidente del Consiglio Comunale. E’ una scelta, finalmente, di assoluta coerenza: non è, infatti, con tali “contentini” o con fumosi rimpasti istituzionali che si tiene coesa una maggioranza: che significato ha, in termini di rilancio dell’azione amministrativa, muovere pedine senza colore su uno scacchiere marcito?” Ad affermarlo è il consigliere comunale del Pdl, Giuseppe D’Armento. “Che senso ha se le regole del gioco, prima fra tutte il numero di preferenze ottenute alle urne – stigmatizza l’ex assessore- sono state via facendo calpestate oltre ogni limite di etica pubblica e di decoro istituzionale? Per tenere unito un gruppo, in vista del bene comune del territorio, servono l’ascolto e la condivisione, serve una pianificazione collegiale che tenga conto delle istanze di ciascuno, nessuno escluso, che , eletto consigliere, è una diretta emanazione della volontà popolare. Non si puo’, altresi, pretendere che chi non ha metabolizzato i principi della democrazia in piu’ di otto anni lo faccia adesso , ora che questa insignificante e infruttifera performance governativa è ormai agli sgoccioli. Qui a Nova Siri, come nel piu’ dispotico dei regimi, tribale, piu che medievale – ha continuato – non valgono i principii del buon senso, dell’ascolto e della partecipazione democratica: chi dissente viene messo a tacere, “defenestrato”. E’ bene pure che la gente sappia quale è la motivazione addotta dal sindaco per la “defenestrazione” subita dal sottoscritto : sono stato addirittura additato di essere di “pregiudizio alla cura degli interessi della comunità locale e alla realizzazione del programma politico-amministrativo” , quando , invece, mi sono sempre prodigato per il bene pubblico e continuero’ a farlo, nel modo in cui mi è consentito. Quando attaccai la politica territoriale dell’Asm, perorando i legittimi diritti dei nostri cittadini, lo feci da uomo del Pdl (infatti Rosa e Venezia portarono la questione sui banchi del consiglio regionale ) ma subii la dura censura del sindaco , con il compiacente silenzio di chi , all’ interno del PDL avrebbe potuto prendere posizione ; con l’avallo e l’attestazione di stima , tuttavia, di molti amici di partito e di tantissimi novasiresi, non solo miei elettori. A proposito di finestre mi viene in mente un aneddoto: in vigilia elettorale , nel 2009, chiesi , da neofita quale ero, come mai non si fosse pensato a istituire delle primarie pre-elettorali anche nella coalizione di centro-destra e mi fu risposto: “noi siamo democratici veri e chi è animato da buona volontà, da noi puo’ entrare non solo dalla porta ma anche dalle finestre ,senza bisogno di primarie”… è amaro constatare ora, alla luce dei fatti accaduti, che porta e finestre erano sì aperte, ma per meglio sbattere fuori le voci piu’ limpide, per meglio “defenestrare” chi ha inteso il mandato come puro servizio al cittadino, per far uscire chi, mente pensante e dotato di colonna vertebrale, non si è limitato a fare il consigliere chinando la testa e alzando la mano.
In un siffatto contesto va avanti non chi serve il popolo ma chi, come dissi in un altro articolo, ha doti di servile palafreniere. La maggioranza chiamata al governo cittadino nel 2009 è ormai disgregata , tenuta per troppo tempo in piedi da artificiose alchimie che ora non possono piu’ aver luogo: il popolo di Nova Siri è stanco di assistere a giochi da prestigiatore piuttosto che ad un’azione amministrativa incisiva ed efficace che risollevi le sorti del territorio e della comunità. Un azione la quale, lo affermo – ha concluso – con dispiacere, non ha ormai piu’ il tempo di delinearsi , ora che anche il tempo di deriva di questo barcone-fantasma va mestamente esaurendosi”.
FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

Un gran cerusico ha fatto diagnosi, un grande apotecario ha fornito la cura, il male è tolto : Nova Siri è ora in piena salute!

Prendo atto formalmente della provvedimento di revoca, da parte del Sindaco, delle mie deleghe. E’ il sonno della ragione: vengo addirittura additato di essere di “pregiudizio alla cura degli interessi della comunità locale e alla realizzazione del programma politico-amministrativo”. C’è un programma politico-amministrativo che viene onorato? Mi pare di no, e la cosa peggiore è che il peso di una politica fallimentare viene addossato al sottoscritto, quando chi è in capo all’Amministrazione dovrebbe sapere che non esiste un vento favorevole per un marinaio che non sa dove andare. Non è onorevole, per continuare l’allegoria marinaresca, che il Comandante della nave, a tempesta in atto, si rifugi nella stiva dando la colpa a qualche marinaio, non esitando a buttarlo a mare.
Mi duole constatare che prima ancora di ricevere la notifica dal messo comunale, sono stato contattato da un giornalista che ha asserito la notizia essere già da tempo di pubblico dominio. Segno che la propalazione di cui mi si accusa è un’attitudine non certo mia, ma di qualcuno, o alcuni, membri di una maggioranza nella quale, evidentemente, si celano vere “talpe” che scavano cunicoli sottoterra.
Quest’ ultima prodezza, revocarmi le deleghe, connota a tinte fosche una maggioranza che ha abbandonato ogni logica di collegialità e partecipazione democratica. Cosa ho fatto se non, sempre con animo teso alla costruzione, sollevare una proposta di dialogo sullo scarso peso decisionale riservato ai consiglieri? Cosa ho fatto se non esprimere un malcontento, legato al “non metodo ” amministrativo che vige e grava sulle spalle di tutti i cittadini di Nova Siri? Sono andato sulla stampa perché il Sindaco ormai da tempo ha deciso di non concedere ascolto alla mia voce. I fatti parlano chiaro a proposito del clima che si respira nel gruppo di governo: è forse menzogna che un consigliere ha rinunciato alla sua delega parlando di “risposte non avute dal Sindaco”? E’ una menzogna che un assessore, seppur non formalmente, ha espresso al Sindaco senso di lontananza e disagio? E’ una menzogna che un altro consigliere ha rinunciato di fatto alla nomina a Vice-presidente del C.C. ? Il malessere di questa maggioranza leviathana senza un cuore è inopinabile: troppo facile, fin troppo comodo cercare di “far passare” per una mia personale intemperanza caratteriale il tentativo di affrontare in radice problemi che sono evidenti agli occhi di tutti.
Avevo chiesto un incontro di confronto costruttivo, ma tale incontro è stato a tutti gli effetti uno “scontro”, una premeditata rappresaglia in cui alcuni assessori hanno coordinato una malsana opera di accerchiamento di carattere giacobino: addirittura un assessore, già militante in altra area politica, si è sovente lamentato che nella sua precedente appartenenza partitica, a lui, voce “fuori dal coro” sono state inviate “Le truppe cammellate” ad accerchiarlo; ora cosa fa? E’ lui che invia a me le truppe cammellate? Mi ha nientemeno minacciato di denuncia penale per aver utilizzato, in un articolo, il termine “oligarchia”. Episodio miserevole. Questa è, poi, la risposta del Sindaco al mio appello ad un rilancio dell’azione politica: la defenestrazione, metodo da purga staliniana evidentemente molto caro a qualcuno, considerata la disinvoltura con cui lo si usa.
Sin dall’inizio si è assistito nel “gruppo” ad una serie di battaglie mirate ad ottenere poltrone e postazioni di visibilità, battaglie a cui io, lo dico con fierezza, non ho mai preso parte, in spregio ad azioni biasimevoli di sciacallaggio politico. Non ho mai promosso né aderito a gruppi di spaccatura interna, anzi ho anche rinunciato alla carica di Assessore per permettere al gruppo di andare avanti superando le frizioni generatesi. Quando ho polemizzato con l’opposizione, membri della maggioranza hanno addirittura solidarizzato pubblicamente con essa.
Chi è andato sulla stampa per “lanciare” gruppi di contrapposizione interna alla maggioranza, chi ha ordito trabocchetti per i compagni di squadra e li ha affossati prendendone il posto è stato addirittura premiato, pur macchiandosi di azioni ben più riprovevoli del mio dire a mezzo stampa “diamoci una mossa o si va alla deriva” (avvenuto, tra l’altro, dopo reiterati e vani tentativi di parlare col Sindaco che non ha risposto alle mie innumerevoli telefonate, né mi ha richiamato, né mi ha degnato dell’opportuna attenzione quando mi recavo al Comune). E’ chiaro che nella maggioranza vige la legge della giungla, dove prevale il prepotente, dove si va avanti cedendo alla violenza di chi si fa spazio a spintoni, dove l’unica logica meritoria è quella del ricatto politico, cui, pur di stare a galla e assicurarsi una poltrona, si è ceduto spesso e volentieri. Chi ha seguito recentemente la stampa locale si renderà conto che le motivazioni addotte sono faziose e il tutto ha il sapore di un’azione deliberata e ben concertata contro di me..
Prendo atto con amarezza della decisione del Sindaco, augurandogli, estirpato il “male D’Armento”, di dare risposte concrete ed illuminanti al popolo di Nova Siri, che, se ci saranno, io stesso applaudirò (in tema di risposte illuminanti è stato penoso vedere l’altra sera, dopo la festa patronale, interi gruppi di turisti brancolare sul lungomare di Nova Siri nel buio più pesto armati di torce, unico modo per rientrare ai campeggi. Roba da terzo mondo. Tutta colpa di D’Armento, chiaramente.). Sono stato a più riprese mortificato e continuo ad essere ancora mortificato: è da tempo che non sono stato messo in condizione di lavorare e costruire, quindi da ora in poi sarò, nei confronti di questa Amministrazione, la coscienza critica della gente che mi ha votato e di tutta la popolazione di Nova Siri che è stanca della inettitudine di questa maggioranza.
Per opportuna coerenza mi vedo costretto a passare dall’essere un consigliere di maggioranza del PDL all’essere un consigliere autonomo del PDL. Di volta in volta, esaminate le istanze di voto consiliare, mi delibererò secondo coscienza, continuando, nel modo in cui mi sarà possibile, ad onorare il mio mandato negli interessi della collettività novasirese.

FONTE: Giuseppe D’Armento

D’Armento non è più assessore

Il sindaco gli ha revocato le deleghe a Cultura, Agricoltura e Centro storico. Dissapori già noti da tempo sono sfociati nel provvedimento del primo cittadino
Doppia retrocessione nel giro di soli quattro mesi per il consigliere del Comune di Nova Siri, Giuseppe D’Armento che è passato dal vestire i panni di assessore, dal giugno 2009 al 10 febbraio 2011, data in cui è stato “dimissionato” per vestire l’abito del consigliere delegato (un mezzo assessorato nella sostanza), fino a ieri mattina, quando il messo comunale gli ha bussato alla porta per notificargli il provvedimento del sindaco Giuseppe Santarcangelo (un decreto sindacale), con il quale gli sono state revocate le deleghe alla Cultura (e Spettacolo), Agricoltura e Centro Storico. Per il momento il primo cittadino non ha riassegnato gli assessorati anche se pare che la delega alla Cultura ed allo Spettacolo sarà gestita da un tandem di assessori: Giuseppe Mitidieri e Cosimo Pancaro, seppur senza formalizzazione, che ricordiamolo per la legge non è necessaria, in quanto un assessore è per definizione “collaboratore del sindaco”. La cosa si rende necessaria e urgente, visto che il cartellone estivo deve essere varato entro i primi di luglio. Tornando a D’Armento, la notizia circolava già da una settimana, anche se, solo sotto forma di indiscrezione, esattamente da martedì scorso quando la maggioranza eletta, al completo (tranne l’ex vice sindaco Michele Laddomata), si è riunita per affrontare una serie di questioni interne. Una sorta di “lavaggio di panni sporchi in casa”. Dall’esito del confronto, in cui in più di un intervento i componenti della maggioranza hanno fatto notare a D’Armento che le sue uscite sulla stampa erano da ritenersi “nocive” per la tenuta e per la coesione politica, nonché per l’immagine della maggioranza, è emersa la decisione da parte del sindaco coadiuvato dagli altri esponenti del gruppo, assessori in primis, di revocare formalmente il “rapporto di fiducia” che lega un sindaco ad un suo delegato, non importa se solo consigliere o assessore. Ma da quello che risulta al Quotidiano, il sindaco la fiducia nei confronti di D’Armento l’aveva persa da un pezzo, e solo questioni legate ai soliti equilibri, che in politica sono tanto invocati, ha fatto sì che la decisione di non avvalersi della sua collaborazione amministrativa giungesse solo ieri. Il diretto interessato ieri mattina, interpellato telefonicamente, aveva di non esserne ancora a conoscenza. Il provvedimento, il primo cittadino lo aveva protocollato venerdì nella tarda mattinata prima della chiusura degli uffici comunali per il week end, per cui l’iter della notifica è partito soltanto ieri. Di certo la seconda retrocessione di D’Armento non è stata un atto facile, visto quello che il suo cognome e la sua famiglia rappresentano un qualcosa nella storia politica di Nova Siri, suo padre Carmine, “il professore” fu vice sindaco della Democrazia Cristiana, negli anni ’80, con sindaco l’attuale senatore del Pdl Cosimo Latronico, riferimento politico principale di questa maggioranza. Intanto per un delegato che va, c’è un delegato che viene. Pare infatti che il consigliere Antonio Toscani sia in procinto di riottenere la delega alla Manutenzione che aveva rimesso “per protesta” nelle mani del sindaco tre settimane fa. Ora resta da capire, cosa farà D’Armento? Passerà all’opposizione? Ma una cosa è certa non se ne resterà in silenzio.

FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

Nova Siri, bipolarismo al capolinea

Intervento di Gino Battafarano del direttivo provinciale di Sinistra, Ecologia e Libertà sulla politica novasirese

Il clima politico novasirese ritorna rovente, ma come al solito non per diversità di vedute strategiche su grandi opere o progetti ma per la rivendicazione di semplici principi di civismo, di vivere quotidiano, almeno apparentemente. Le polemiche dei giorni scorsi necessitano di una riflessione che deve guardare oltre ciò che si vuole far credere. Il dibattito tra il consigliere di maggioranza ed ex assessore D’Armento da un lato e tutti gli altri: Sindaco, capogruppo di mnoranza PD ed alcuni componenti della maggioranza dall’altro è solo un incidente dialettico? Io credo che continua la vecchia pratica di demolizione politica di qualunque soggetto, di destra o sinistra che sia, che scollegato dai grandi poteri vive la politica in modo autentico e disinteressato, ponendo problemi che interessano i cittadini e non gli interessi di lobby attente al mantenimento dell’elettorato supino dei due senatori, che hanno sempre avuto più interesse a contornarsi di servi sciocchi piuttosto che di teste pensanti. L’esigenza della mia critica politica nasce dalla considerazione che nel tempo, ormai dal lontano 1980, ogni tentativo di crescita politica individuale è stata demolita dagli attuali PD e PdL, che strumentalmente opposti, trovano una convergenza quando si tratta di bloccare chi non è controllabile politicamente, chi non ha padroni! Come non ricordare Enzo Favale? Come non tener conto di quanto da poco accaduto nella crisi Laddomata?  Oggi mi chiedo come mai il capogruppo di minoranza PD, assente dalle tematiche serie del nostro territorio, sente la necessità di intervenire per difendere l’ASM da un consigliere di maggioranza,  già attaccato dal suo sindaco? Come mai il Sindaco interviene per difendere la sua ASM e non si pone il problema di intervenire per risolvere ben altre criticità che i concittadini attendono? Forse il teorema regge, forse non è importante difendere l’ASM o risolvere i problemi dei cittadini l’importante è tentare di demolire oggi D’Armento nella PdL, come ieri è stato importante tentare di demolire Battafarano, Montagna, Vassallo nel centro sinistra, come l’altro ieri è stato importante tentare di demolire Pavese e Stricagnoli nel PdS. Ma questi solo i casi più eclatanti, gli eterni cugini di PD e PdL sono accomunati anche da una lunga attività di controllo politico del territorio, di pseudo valorizzazione di risorse giovani finalizzata alla conduzione delle loro campagne elettorali. Oggi però ho la sensazione che qualcosa sia diversa, non esiste un solo soggetto politico, esistono sul nostro territorio più risorse e se ben strutturate sono in grado non solo di reggere le sfide politiche che verranno, ma in sinergia di superare i limiti di chi ha già provato da solo a fronteggiare questi potentati. L’amministrazione Santarcangelo continua a non governare, si vede costretta a dover periodicamente correre ai ripari per fronteggiare richieste di poltrone e spettanti compensi, è evidente a tutti la frattura della maggioranza che dimostra come le squadre fatte per vincere non sono funzionali ai cittadini ma solo agli strateghi che le hanno assemblate. Il PD, invece, ancora una volta auto referenziato e solitario, dichiara di avere già  il candidato sindaco, peccato che sia il peggior rappresentate politico della pseudo-sinistra degli ultimi anni.  Peccato che sia la nostra comunità a scontare tutto questo, forse è l’ennesima prova che bisogna superare per capire che i falsi proclami e le false promesse servono solo a chi le fa per raggiungere i propri obiettivi elettorali fuori da nova siri, invece alla nostra comunità restano i problemi che i servi sciocchi non sapranno, non vorranno e non potranno risolvere. Come rappresentante di Sinistra Ecologia e Libertà chiedo un atto di estremo coraggio al Sindaco: chiedo di porre fine a questo teatrino, tale coraggio testimonierebbe l’affetto nei confronti dei propri cittadini. Coraggio che successivamente dovremo avere noi tutti nell’inseguire quel sogno di indipendenza politica che ci liberi a Nova Siri dal duopolio PD – PdL e ponga davvero le basi per un confronto serio fatto di lavoro per risolvere i problemi veri dei nostri concittadini.

FONTE: Il Quotidiano della Basilicata

Favale: “D’Armento è un rissoso”

Favale (Pd) replica all’attacco personale e politico. “Ho ricevuto solidarietà anche dai colleghi della sua maggioranza”

NOVA SIRI – “Non cederò alla tentazione di replicare all’ex assessore Giuseppe D’Armento che, evidentemente, da quando è uscito dalla giunta, ha perso la tranquillità ed ha deciso di prendersela con mezzo mondo attaccando a destra e a manca. Gli attacchi proferiti nei confronti del sottoscritto (pubblicati su “Il Quotidiano” di ieri, ndr) non avendo nulla di politico, si discuteranno in altre sedi. Tornando alla politica, invece, ci eravamo permessi legittimamente di chiedere e di interrogarci sul perché un consigliere comunale di maggioranza avesse attaccato il suo sindaco, “reo” di aver peccato di obiettività nei confronti dell’operato della direzione generale dell’Azienda sanitaria di Matera. Il frigo rotto di cui ben comprendiamo l’uso, è stato il casus belli che ha fatto scoperchiare la pignata. E’ inammissibile che una maggioranza che dovrebbe amministrare il Comune, in realtà si caratterizza per la litigiosità e nient’altro”.
E’ quanto ha dichiarato a “Il Quotidiano” l’avvocato Pasquale Favale, capogruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Nova Siri.
“D’Armento – ha spiegato Favale – ha mostrato livelli di rissosità fuori luogo e oltre misura. La sua è una “politica” fatta di annunci e proclami a mezzo stampa, ma di concreto ad oggi non abbiamo rilevato nulla che si possa ricordare o giustificare un mandato. Evidentemente anche per questo quando c’era da far entrare in giunta Francesco Tarsia, hanno pensato bene di far dimettere proprio lui. D’altronde, che dire, le sue assenze nelle precedenti convocazioni della giunta sono innumerevoli, tanto vale far lavorare chi come Tarsia ha dato la disponibilità. Di questo dovrebbe rispondere il consigliere D’Armento, che continua ad atteggiarsi, irritando la sua stessa maggioranza, quale “professorino”della buona politica. Per noi parlano i fatti e il curriculum politico. Le carte in regola – ha continuato – ce le abbiamo eccome, se un partito importante, quale il Pd, che non è l’ultimo partito, ha inteso indicarmi quale candidato sindaco, basta questo per rispondere agli sterili e dileggianti attacchi rivolti non al politico, ma alla mia persona. Se D’Armento è così valido come vuol far credere nonostante l’uscita dalla giunta, vorrà dire che il centrodestra lo candiderà a sindaco alle prossime amministrative. E ci confronteremo. Ma il “disinvestimento” che lo ha riguardato lascia pensare tutt’altro. Tornando alla querelle di D’Armento col suo sindaco, noi del gruppo del Pd insieme al partito tutto non siamo “venditori di fumo” e vorremmo sapere cosa sia davvero accaduto all’interno della maggioranza. Sono volate parole grosse per iscritto e pertanto non possono essere state dette in un momento di ira, visto che nella scrittura vi è insita la premeditazione. Questo chiarimento che sarebbe avvenuto tra consigliere e sindaco, non può restare nel retrobottega, il Pd lo vuole conoscere al pari dei cittadini di Nova Siri. Le Istituzioni – ha concluso – non possono dare spettacoli poco edificanti. Per fortuna c’è anche chi nella maggioranza ha inteso dissociarsi dagli attacchi nei miei confronti. Ringrazio pubblicamente gli assessori Pancaro e Tarsia ed il consigliere Toscani. Ora attendo fiducioso altre telefonate che sono certo arriveranno presto”.
FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

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