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La TARSU potrebbe crescere ancora. Consiglio infuocato a Nova Siri

tarsu

NOVA SIRI – “Potrebbe esserci presto un nuovo aumento Tarsu”. E’ un’eventualità che difficilmente potrà essere scongiurata, come ha annunciato pubblicamente lo stesso sindaco Pino Santarcangelo. “Non ho problemi a dirlo serenamente – ha detto il primo cittadino – è un’esigenza che ci hanno segnalato sia il Conai, al quale abbiamo chiesto una consulenza, sia alcune ditte del settore, che hanno fatto sapere di non aver partecipato ai precedenti bandi per la gestione del servizio (andati deserti per ben due volte, ndr.) a causa della scarsa dotazione finanziaria”.
E’ una delle notizie più rilevanti emerse nel Consiglio Comunale di venerdì. “Appena il terzo nel 2010, e se due su tre sono imposti dalla legge – ha ricordato con tono polemico Luigi Maradei, consigliare comunale del Pd – si vede che non c’è interesse al dialogo nella maggioranza”. Dello stesso parere Giovanni Dimatteo, anche lui del Pd.
Quello di venerdì è stato il Consiglio di approvazione del conto consuntivo 2010, presentato all’assise dall’assessore al Bilancio, Giuseppe Settembrino.
Un documento che, secondo Massimo Varasano, consigliere del Pd, metterebbe a nudo i principali limiti operativi della squadra amministrativa: eccesso di spesa, incapacità previsionale, e, soprattutto, scarsa determinazione nell’incasso dei crediti.
“L’amministrazione spende troppo – ha detto Varasano – questo, soprattutto in previsione dei futuri vincoli del federalismo fiscale (previsti per il 2014), diventerà un problema serio”.
Aumenti di spesa si registrano in particolare per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. “Nonostante l’aumento della Tarsu, deliberato nel 2009, la percentuale di copertura dei costi continua ad abbassarsi”.
L’amministrazione, inoltre, non incasserebbe secondo le previsioni, come per le tasse relative ai permessi edilizi: appena 239 mila euro a fronte dei 305 mila previsti. Ma, soprattutto, non riscuoterebbe con la giusta determinazione. Emblematico, secondo Varasano, il caso di un credito, quello per le cosiddette “retrocessioni”, per il quale era stata richiesta una determinazione dell’Upi di Matera, che avrebbe dovuto stabilire le quote spettanti all’ente.
“Ebbene – ha detto Varasano – nonostante questa determinazione sia giunta dall’Upi nel maggio 2010, le lettere di riscossione ai privati, da parte del comune, sarebbero partite solo nel luglio 2011. Come mai tanto ritardo? Forse non c’è interesse a riscuotere?”.
A Varasano ha replicato Enzo Pavese, Assessore all’Urbanistica, con riferimento particolare alle questioni relative alla sua delega. Pavese ha spiegato come alcuni ritardi nelle riscossioni siano legati al carico di lavoro dagli uffici.
L’assessore ha comunque invitato Varasano a non alludere a responsabilità politiche inesistenti e a non gettare un’ombra di sospetto su situazioni del tutto legittime e ordinarie, sulle quali ogni cittadino può far luce con una semplice richiesta di accesso agli atti. Di un certo interesse, inoltre, un cenno dell’assessore alla diminuzione dei proventi urbanistici, che rileverebbe un “calo di interesse nei costruttori”. La crisi si fa sentire anche a Nova Siri, dunque, e proprio in un settore che negli ultimi anni aveva trainato non poco l’economia locale.
Sulle questioni legate alla Tarsu ha preso la parola Giuseppe Mitidieri, Assessore all’Ambiente, che ha sottolineato come l’aumento dei costi sia legato alla maggiore produzione di quantitativi di rifiuti e all’aumento dei costi di conferimento in discarica.
Il documento di bilancio è stato approvato con 10 voti favorevoli (compreso quello dell’ex assessore Giuseppe D’Armento, poi defenestrato dal sindaco) e 5 voti contrari.
Molto accesa la discussione sull’altro punto all’ordine del giorno, quello relativo al riconoscimento di legittimità dei debiti fuori bilancio del 2010.
All’esame dell’assise è finita una dettagliata relazione del Responsabile di Settore, relativa a un’istruttoria su tutti gli interventi cosiddetti “fuori bilancio”.
Al centro della polemica, in particolare, sono finite le spese per interventi di manutenzione che gli stessi operai manutentori del comune avrebbero “disconosciuto” (è il termine che si legge nella relazione).
E’ un elemento che, secondo D’Armento, renderebbe il documento “carta straccia, ai limiti della legalità”. E’ ciò che ha obiettato anche Pasquale Favale, capogruppo del Pd, che ha chiesto, in sintonia con D’Armento, di non approvarlo, per rimandarlo ad una più approfondita valutazione e, almeno per i casi controversi, sottoporlo al parere preventivo di un organo terzo. La maggioranza (della quale D’Armento, di fatto, non fa più parte) non ha condiviso. L’assessore Mitidieri ha spiegato che non c’è “nulla di illegittimo nell’atto”, che invece soddisferebbe “tutti i parametri indicati negli art. 191 e 194 Testo Unico degli Enti Locali”: effettiva realizzazione, utilità, arricchimento per l’ente, etc. Il cosiddetto “disconoscimento” dei manutentori non metterebbe comunque in dubbio l’effettiva realizzazione degli interventi, tutti verificati “in loco” dal Responsabile del Settore.
Dello stesso parere anche il sindaco Santarcangelo: “Su questi documenti il parere degli organi terzi esiste ma è posteriore all’approvazione, non anteriore”.
Il documento è stato così votato e approvato. Non prima, però, che il consigliere Massimo Varasano ipotizzasse un nesso tra alcune delle incongruenze segnalate e le vicende per cui il sindaco, nella lettera di revoca dell’incarico a Michele Laddomata, ricordò che l’ex vice sindaco aveva ordinato “spese e commissioni lavori senza la relativa copertura finanziaria”.
Laddomata si è difeso così: “Ho fatto azioni di urgenza anche per coprire la tua assenza – ha detto, riferendosi all’ex collega di giunta D’Armento – quando facevi l’assessore e te ne stavi a Roma ho dovuto attuare con tempestività anche interventi non afferenti alle mie deleghe”.
E’ un Laddomata di nuovo molto vicino alla maggioranza, quello che si è visto venerdì in consiglio. Il dato ha un certo rilievo politico. Ieri, in maggioranza, erano assenti l’assessore Francesco Tarsia e il consigliere Dino Padula. Almeno una delle due assenze, a quanto pare, non sarebbe stata troppo gradita in seno al gruppo, vista l’importanza dei provvedimenti in gioco. Nuove tensioni nella compagine amministrativa? Pare di no, almeno in apparenza. Anche se in Consiglio, dalla bocca del consigliere di minoranza Maradei, è emersa l’allusione a un possibile cambio di scenario in giunta. “Qualcuno dovrebbe uscire – ha sussurrato il consigliere senza fare nomi – e qualcuno dovrebbe rientrare”. Dalla maggioranza hanno lasciato intendere di non saperne nulla. L’allusione apre comunque il campo alle ipotesi. Di certo, se ci fosse del vero, il primo nome ipotizzabile sarebbe proprio quello di Laddomata. Ma, a quel punto, chi potrebbe uscire, senza rompere gli equilibri della maggioranza? Tutto da vedere. E, per ora, tutto solamente nel campo delle ipotesi.

FONTE: Pino Suriano da Il Quotidiano della Basilicata

Lavori sociali al posto del carcere

Convenzione con il ministero della Giustizia, è tra i primi comuni d’Italia – La scelta del Consiglio: saranno possibili per il reato di guida in stato d’ebbrezza

Non c’è da sospettare che l’unanimità, in un consiglio comunale “caldo” come quello di Nova Siri, sia sinonimo di omologazione. Più probabile che si tratti di spirito costruttivo e responsabile, che maggioranza e opposizione hanno mostrato di avere in passato. Ed è certamente una scelta costruttiva e responsabile quella -approvata all’unanimità nell’ultimo consiglio del 3 giugno – di “aprire” il Comune all’accoglienza di chi ha sbagliato. Già dai prossimi mesi, infatti, i condannati per reati non gravi potranno ottenere la commutazione della pena detentiva con lavori di utilità sociale. Nova Siri è tra i primi comuni d’Italia ad aprirsi alla novità. E’ questo il fulcro della Convenzione, sottoscritta tra il Ministero della Giustizia – per il tramite del Tribunale di Matera – e il Comune, in cui sarà possibile svolgere ilavori di pubblica utilità, secondo l’art.54 del Dlgs 274/2000 e dell’art. 2 del D.M. 26.03.2001. La convenzioneprevede che per i reati di competenza del Giudice di Pace o del Tribunale monocratico, relativamente alla violazione dell’art. 186 Cds “Guida in stato di ebbrezza” (per le ipotesi meno gravi, in cui non si causano incidenti e per tassi alcoolemici bassi), il condannato possa, su sua stessa richiesta, svolgere attività non retribuita in favore della collettività presso l’Ente Comunale, in luogo del pagamento della multa e dello sconto della pena detentiva. La pena può essere sostituita, infatti, con quella del lavoro di pubblica utilità, con una durata, stabilita dal Giudice, corrispondente a quella della pena detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria, ragguagliando 250 euro al giorno di lavoro. E’ una soluzione che comporta un doppio vantaggio. In primo luogo quello di garantire servizi di forza lavoro alle comunità, ma, soprattutto, quello di riproporre la pena in un’ottica riabilitativa e non esclusivamente punitiva. Anche le attività di impiego, infatti, saranno indicate sulla base di questo intento educativo. «Perché è nostra convinzione – fa notare Antonio Melidoro, Presidente del Consiglio Comunale – che il carcere non sia l’ultima parola sull’uomo». L’unanimità, a Nova Siri, è arrivata anche sulle due tematiche referendarie più discusse in questi giorni: il nucleare e l’acqua pubblica. Che si tratti di convinzioni,e non di posizioni strumentali, è dimostrato ampiamente da alcuni atti amministrativi prodottinegli anni scorsi dal Consiglioe dall’Amministrazione. In tempi non sospetti, infatti, il Comune di Nova Siri si era pronunciato su acqua e nucleare: a gennaio 2010 con l’approvazione del Manifesto dell’Acqua, a cura del Comitato internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua; a marzo 2010 con un ordine del giorno che ribadiva «il totale dissenso sulla scelta di riattivare qualsiasi forma di ritorno al nucleare in tutto il territorio italiano, senza se e senza ma». C’è di più. Il Comune, due anni fa, si è speso anche per proporre osservazioni sulle procedure per la realizzazione, da parte di Sogin, dell’impianto di ICPF (impianto di compostaggio del prodotto finito), nella fase di decommissioning in atto presso il centro Enea di Rotondella. E proprio il 24 marzo scorso il Ministero dell’Ambiente ha accolto le osservazioni del Comune. E’ ilsegno della“guardia alta”tenuta sul tema. Un’attenzione non scontata, se si pensa che il Comune di Rotondella, in cui il centro ha sede, non ha ritenuto opportuno produrre alcuna osservazione sulla realizzazione dell’impianto.

FONTE: Pino Suriano da Il Quotidiano della Basilicata

Ecco cosa pensano i Consiglieri comunali di Nova Siri sul Referendum

In seguito al Consiglio Comunale del 3/6/2011, il Presidente del Consiglio Antonio Melidoro, mi avvisa tramite un comunicato stampa su cosa si è discusso in merito ai quesiti referendari.
PREMESSO che successivamente all’indizione del Consiglio Comunale del 03.06.2011, la suprema Corte di Cassazione si è pronunciata sull’ammissibilità del referendum avente ad oggetto la realizzazione di centrali nucleari sul territorio nazionale; L’ufficio centrale elettorale presso la Corte di Cassazione ha detto sì al referendum sul nucleare in programma il prossimo 12 e 13 giugno. Dopo lo stop alle centrali deciso nel decreto legge Omnibus , la Cassazione ha accolto l’istanza presentata dall’Idv e dal Pd volta a trasferire il quesito sulla nuova norma votata nel decreto legge. La Suprema Corte ha stabilito che le modifiche apportate dal governo alle norme sull’energia nucleare non precludono lo svolgimento del referendum.
PREMESSO che con delibera del consiglio comunale n.43 del 28.09.2007 il Consiglio Comunale all’unanimità chiedeva al Governo Italiano di attivarsi per favorire in tempi brevi la restituzione agli USA delle 64 barre di Elk River allo stato presenti nell’impianto Itrec di Rotondella;
PREMESSO che con delibera n. 8 datata 05.03.2010, il Consiglio Comunale all’unanimità decideva di approvare l’ordine del giorno congiunto proposto dal PD e da “Impegno per Nova Siri” il quale prevedeva tra i punti costitutivi:
a)la restituzione delle 64 barre di Elk River agli USA;
b)la necessità di vigilanza e monitoraggio da parte degli enti locali e Regione Basilicata sull’individuazione del Sito Unico Nazionale e sulla messa in sicurezza del materiale stoccato in Trisaia con particolare riferimento all’impianto di ICPF;
c)Ribadiva il totale dissenso sulla scelta di riattivare qualsiasi forma di ritorno al nucleare in tutto il territorio italiano senza se e senza ma.
PREMESSO che in attuazione del punto b) con VIA del 24.03.2011, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare accoglieva le osservazioni del Comune di Nova Siri, sulle procedure da attuarsi per la sicurezza dei cittadini nella realizzazione dell’impianto di ICPF (impianto compostaggio del prodotto finito), nella fase di decommissioning in atto presso il centro Enea di Rotondella.
PREMESSO che questa Amministrazione partecipa costantemente al tavolo della trasparenza indetto per consentire la partecipazione degli Enti locali alla fase di decommissioning del vecchio nucleare in relazione alle scorie prodotte.
PREMESSO inoltre che:
Con delibera n. 2 del 05.03.2010, vista ed esaminata la nota in data 07.12.2009 del Coordinamento regionale acqua pubblica – Potenza, pervenuta a questo comune in data 25.01.2010 e registrata al nr. 2059 del p.g. in data 29.01.2010, Riteneva:

  • l’acqua un bene comune ed è un bene finito indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi;
  • la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile sono diritti umani inalienabili e inviolabili di ciascuno;

Approvava l’ordine del giorno proposto, E FACEVA PROPRI i seguenti principi:

  • il servizio idrico e gli altri servizi di interesse generale sono privi di rilevanza economica;
  • l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;
  • la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinsecano nell’ impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero pari a 50 litri per ogni persona;
  • la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici;
  • il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorità rispetto ad altri usi;
  • il servizio Idrico Integrato è un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, e come tale non soggetto alla disciplina della concorrenza ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.), che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale.

Sottoscriveva il MANIFESTO DELL’ACQUA a cura Comitato internazionale per il Contratto Mondiale sull’Acqua, allegato al punto n. 8 dell’ordine del giorno sotto la lettera “A” per farne parte integrante e sostanziale;
Aderiva al Coordinamento Enti Locali per l’Acqua Pubblica;
Impegnava il SINDACO e la GIUNTA MUNICIPALE, TRA GLI ALTRI, ad avviare tutte le azioni opportune al fine di contrastare le norme recentemente approvate riguardanti la privatizzazione della gestione delle risorse idriche e di tutti gli altri servizi di interesse generale.
TANTO PREMESSO, i Consiglieri Comunali, in vista dell’appuntamento referendario del 12 e 13 giugno, con la sottoscrizione del presente atto, manifestano la loro perseveranza nelle posizioni sopra emarginate e fanno voti di porre in essere azioni consequenziali,sollecitando la più ampia partecipazione dei cittadini al voto e impegnandosi per l’affermazione del “SI”.

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