Monthly Archives: gennaio 2013

La crisi economica si fa politica

Discussione in Consiglio, spunta l’ipotesi di un governo trasversale

É terminato alle ore 23 il consiglio comunale di Nova Siri tenutosi lunedì scorso. Dopo la discussione incentrata sull’operato della Censum spa, la società appaltatrice del servizio di riscossione dei tributi municipali, che tanto ha tenuto banco tra la cittadinanza per via della notifica di diverse cartelle esattoriali non sempre corrispondenti alla somma che i contribuenti erano tenuto a versare, si é passati a discutere e dibattere altri due punti presentati dalla nutritissima opposizione (8/17 dell’assise): la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio, l’avvocato Antonio Melidoro e la grave crisi di liquidità che attanaglia da alcuni mesi l’ente in maniera molto pericolosa, ingessando di fatto l’attività amministrativa. La mozione di sfiducia é stata illustrata dal primo firmatario nonché capogruppo del Partito democratico, l’avvocato Pasquale Favale. “Melidoro, in più occasioni – ha esposto il leader del Pd – non ci ha garantito il ruolo super partes che si deve ad una figura di garanzia come quella del presidente di tutti i consiglieri e non solo quelli di maggioranza. Anche il fatto che ricopre una delega assessorile (alla Cultura, ndr) non lo aiuta a porsi in maniera neutrale […]”. Comunque dopo che anche altri esponenti della minoranza sono intervenuti, nonché colleghi di maggioranza, Favale ha deciso di non votare più la mozione che comunque sarebbe stata respinta con il solito 9 a 8 come accadde in occasione a quella presentata nei confronti del sindaco GIuseppe Santarcangelo. “Il nostro obiettivo era quello di far si che il presidente per il futuro assumesse un comportamento di imparzialità e quindi più consono al suo ruolo. Noi un’apertura di fiducia gliela concedemmo quando in occasione della sua elezione ci eravamo astenuti. Volevamo un dialogo istituzionale. Auspichiamo che nel prossimo futuro si vada in tal senso. Vogliamo sentirci garantiti”. Subito dopo la questione della crisi finanziaria. “Sulla questione stipendi – ha detto Favale al Quotidiano a margine della seduta – il sindaco ha detto che é stata pagata da poco la tredicesima, ma ci é sembrato di capire che non se ne parla di altre corresponsioni”. Pertanto se tutto va bene gli stipendi di dicembre verranno pagati a febbraio. Ricordiamo che sono già maturate le mensilità di gennaio e che il 16 febbraio maturerà anche quella del prossimo mese. Non é facile. “Loro – ha aggiunto Favale riferendosi alla maggioranza – hanno un’autoreferenzialitá che fa spavento. Hanno approvato un bilancio con il parere sfavorevole dei revisori dei conti. Fanno tutto da soli da quasi dieci anni ormai (il sindaco é in carica dal 2004, ndr). Farebbero bene a dimettersi se non ce la fanno a dare le risposte. La nostra posizione é chiara. Si assumano le colpe di un disastro amministrativo che non ha precedenti, come più volte noi dell’opposizione abbiamo sottolineato”. La crisi é grave. Serve fare cassa. Anche perché senza copertura finanziaria non é possibile appaltare nulla. Non si possono fare cose al di lá dell’ordinario. Non dimentichiamo che l’assessore al Bilancio, Pino Settembrino ha rassegnato le dimissioni. Il momento é da acqua alla gola e le scadenze maturano più velocemente che mai. Il super assessore Enzo Pavese dai banchi del Consiglio ha invitato la minoranza ad “un’azione sinergica”. Ma come? I consiglieri Pancaro e D’Armento hanno proposto “un governo tecnico di salute Pubblica”. Il Pd per nome di Favale ha già rispedito “l’offerta” al mittente. Cosa succederà?

FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

La Censum userà il buon senso

Dopo una diatriba tra maggioranza e minoranza su questioni procedurali, l’assise comunale di Nova Siri, tanto attesa dalla nutritissima opposizione, nonché dai cittadini, é entrata nel vivo delle questioni. Preliminarmente il presidente del Consiglio, Antonio Melidoro ha dato comunicazione all’assemblea delle dimissioni dell’assessore al Bilancio, Giuseppe Settembrino: “Rinuncio a far parte del governo cittadino – ha scritto quest’ultimo nella lettera di rinuncia allo scranno – ma non farò mancare il mio sostegno alla maggioranza ed all’amministrazione comunale fino alla scadenza naturale della legislatura (2014, ndr)”. Dopo una sosta alle ore 19 sono ripresi i lavori. Il capogruppo del Partito democratico, Pasquale Favale, ha esposto la questione relativa alla richiesta della minoranza di rateizzazione della riscossione dei tributi comunali, “viste le difficoltà delle famiglie a far fronte al pagamento delle cartelle notificate dalla società di riscossione Censum spa”. “Abbiamo la necessità di comprendere – ha chiesto il leader del Pd – come sia possibile trovare le soluzioni ad un problema che non é di poco conto. I cittadini ne hanno davvero bisogno, lavoriamoci tutti insieme”.

Subito dopo il consigliere comunale di opposizione Giuseppe D’Armento (Fratelli d’Italia), ha esposto anch’egli le problematiche relative alle cartelle esattoriali, e lo ha fatto attaccando frontalmente il sindaco, Giuseppe Santarcangelo e la maggioranza. “Non siamo un popolo di evasori”. E poi riferendosi al sindaco che nei giorni scorsi, sulle colonne del Quotidiano aveva parlato di “omesse denunce”, ha replicato “I notai sono tenuti dal 2006 a comunicare ogni variazione. Invece sono stati applicati metodi “barbari” che hanno portato ad irrogare la sanzione “per infedele denuncia” a quei contribuenti che hanno versano più di quanto dovevano”. Poi é intervenuto il primo cittadino. “Abbiamo deliberato – ha detto Santarcangelo – ogni anno in favore della interruzione della prescrizione e non solo quest’anno. Poi tengo a dire che i notai sono tenuti a comunicare le variazioni dal 2008 e non sempre lo fanno”. Il consigliere indipendente di minoranza, Cosimo Pancaro, ha denunciato il fatto che “utilizzando gli strumenti del consigliere, non sempre si riesce ad avere le risposte che si vogliono”. Subito dopo ha preso la parola l’esponente del Pd, Massimo Varasano. “Sono dispiaciuto delle dimissioni dell’assessore Settembrino – ha detto – anche se mi sarei aspettato quelle di un altro assessore (Toscani, ndr)”. Poi é intervenuto il super assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici, Vincenzo Pavese. “Abbiamo chiesto alla Censum – ha esordito – di non avere comportamenti vessatori nei confronti dei cittadini. Ho detto che deve usare il buon senso oltre alle regole. Abbiamo ottenuto che la società di riscossione deve dare maggior ascolto ai cittadini. Abbiamo preteso che le soluzioni vengano trovate in loco e senza dover ricorrere alla Commissione tributaria di Bari. I cittadini hanno ricevuto cartelle per disparati motivi, ma noi vogliamo che le cose si risolvano bonariamente. Inoltre – ha continuato Pavese – vanno curate le entrate, perché le cose si intrecciano. É notorio che ci sono problemi di bilancio. Equitalia non ha curato i dati, ci sono anche responsabilità degli uffici, diciamola tutta. Le responsabilità ce le assumiamo nella misura che ci compete. I problemi però – ha concluso rivolgendosi all’opposizione – non si risolvono con la propaganda politica. Il sottoscritto oltre ad essere amministratore é anche cittadino. Che cosa si può fare? Utilizziamo un’azione politica sinergica e cerchiamo di far funzionare i servizi sul territorio. Poi le nostre strade tra un anno si divideranno”. Poi la consigliera del Pd, Carmela Viccari “La gente é impazzita nei giorni scorsi. Il disagio c’é stato e secondo me si poteva evitare. Mi metto nei panni dei cittadini”. Poi la chiosa del sindaco. “I database nascono dall’incrocio di tre banche dati: dalle dichiarazioni a cui erano tenuti i cittadini, da quello di Equitalia e dal Catasto. Chi ha proprietà nel centro storico – ha concluso – in stato di degrado ne dichiari la in agibilità”. Poi tuona D’Armento: “Dovete tirargli le orecchie, questa é omessa vigilanza. Se non si interviene, lo stesso macello avverrà l’anno prossimo. Serve una definizione agevolata”. Infine la proposta per iscritto del consigliere comunale Michele Laddomata: “Non nascondetevi – ha detto – votiamo un regolamento per la definizione agevolata”.
FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

Si é dimesso l’assessore Settembrino

Il fedelissimo del senatore Latronico, lascia la delega al Bilancio

L’assessore al Bilancio, Programmazione Economica e Patrimonio, del Comune di Nova Siri, Giuseppe Settembrino, 65 anni, iscritto al Pdl e da sempre un fedelissimo del senatore Cosimo Latronico, si é dimesso dall’incarico, rimettendo la delega nelle mani del sindaco Giuseppe Santarcangelo, nella serata di giovedì scorso. Le motivazioni non sono state rese note, ma non riesce difficile ipotizzare che siano strettamente legate alla grave difficoltà finanziaria che sta attraversando l’ente negli ultimi mesi. Cosa quest’ultima non di poco conto, se si considera il fatto che i circa quaranta dipendenti comunali non hanno percepito ne la mensilità di dicembre e ne la tredicesima. Anche gli stessi amministratori per mancanza di liquidità, ovviamente, non percepiscono l’indennitá di carica da quasi tre mesi. Cosa sia successo nelle ultime ore, non é dato sapersi. Settembrino, uomo schivo e poco avvezzo ai mass media, non é nuovo alle dimissioni “in sordina”. Infatti già più di un anno fa, aveva lasciato la delega al Personale, rimasta nelle mani del sindaco, nonostante altri rimpasti e “valzer” vari. Ora Settembrino é passato dalle dimissioni parziali a quelle totali. Difficile ipotizzare che da consigliere comunale semplice, toglierà il sostegno alla maggioranza che già regge per nove voti contro gli otto dell’opposizione. In quest’ultimo schieramento oltre ai cinque esponenti del Partito democratico eletti in minoranza, si sono aggiunti gli ex assessori Michele Laddomata (era anche vice sindaco ed é stato defenestrato due volte anche dopo il reintegro del Tar, a cui si era rivolto) Giuseppe D’Armento (costretto alle dimissioni per favorire l’ingresso in giunta di Francesco Tarsia che con l’attuale assessore Toscani aveva fatto cartello, il “fattore T”) e Cosimo Pancaro (dimessosi lo scorso 16 agosto perché non sopportava “l’immobilismo” dell’amministrazione di cui faceva parte). Pertanto Settembrino é il quarto assessore ad essere uscito dalla giunta per motivi diversi. Rientrerà? Vedremo. Intanto già si vocifera che Il consigliere comunale Dino Padula, imprenditore agricolo, potrebbe entrare in giunta quale sesto assessore. Ovviamente non con la delega al Bilancio, ma all’Agricoltura. Il Bilancio é materia che scotta. Con Padula tra gli scranni della giunta si completerebbe un piccolo record: tutti gli eletti in maggioranza, chi prima e chi dopo, coinvolti direttamente nella gestione, presidente del Consiglio, Antonio Melidoro, incluso, che detiene la delega alla Cultura e spettacolo lasciate da Pancaro.
Per concludere con Settembrino, va detta una cosa. Cosa é accaduto realmente? Qual é la goccia che ha fatto traboccare il vaso? La soluzione alla crisi finanziaria dell’ente, forse, é lontana? Intanto ieri sera, intorno le 18, l’ormai ex assessore passeggiava insieme al coordinatore cittadino del Pdl, Valter Basile.

FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata