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Il Comune non paga i dipendenti

Natale senza stipendio e tredicesime negli uffici del Municipio di Nova Siri. La denuncia del consigliere Pancaro: “Un danno per tutti, programma amministrativo fallito”

“L’amministrazione comunale di Nova Siri non percepisce l’indennità di carica, per il solo fatto che anche i dipendenti dell’ente ad oggi ancora non si sono visti corrispondere ne la mensilità di dicembre e ne la tredicesima mensilità”.
Ad affermarlo al Quotidiano é il consigliere comunale di opposizione, Cosimo Pancaro, ex assessore fino allo scorso agosto.
“Per ora non se ne parla proprio, niente stipendi – ha aggiunto Pancaro – con tutto ciò che ne consegue a livello di ripercussioni familiari ed economiche per l’intera comunità. Infatti non può non risentirne la rete del commercio locale, se circa quaranta dipendenti sono quantomeno limitati a spendere proprio nel periodo delle compere natalizie. A loro va tutta la mia solidarietà. Annuncio inoltre che mi farò promotore all’interno dell’opposizione della richiesta urgente di convocazione di un consiglio comunale “ad hoc” per affrontare questa vera e propria questione sociale. Solidarietà voglio esprimere, inoltre – ha proseguito ironico – agli amministratori del mio Comune, perché non é giusto che svolgano un servizio gratuitamente o magari rimettendoci. Tuttavia l’aver rinunciato in questo momento di crisi delle finanze municipali, all’indennità, se non é solo un fatto momentaneo, é un bel gesto. Non posso a questo punto, però, sottrarmi dal fare una considerazione politica: se siamo arrivati all’ultimo stadio, ossia alla crisi totale delle finanze del Comune, vuol dire che fino ad ora siamo stati amministrati molto male. Ed a nulla é servizio il mio gesto di dimissioni dalla giunta quando denunciavo che le cose stavano andando sempre peggio. A questo punto, apprezzo l’impegno, non c’é dubbio, però sarebbe il caso di non aspettare le elezioni del 2014 per ridare voce ai cittadini, ma andare al voto già nella prossima primavera. Il sindaco e la giunta devono assumersi la responsabilità di un progetto politico-amministrativo durato quasi dieci anni, che mi ha persino visto coinvolto in parte (due anni, ndr), e che si é rivelato un fallimento completo”. Cosimo Pancaro era stato eletto nel 2009 “grazie all’aiuto dei familiari e dei più stretti amici”. Da subito ha ricoperto la carica di presidente del consiglio con delega allo Sport. L’ultimo periodo in maggioranza lo ha trascorso da assessore alla Cultura ed allo Spettacolo. In precedenza, dopo la defenestrazione di Laddomata, era stato assessore ai Lavori pubblici. A tal proposito Pancaro svela un arcano. “Il coordinatore del Pdl (Valter Basile, ndr) nel 2010, venne da me e mi disse: “Dobbiamo far fuori Laddomata, che fai tu? Ci stai a fare l’assessore?” Pancaro ha ricoperto dunque varie deleghe, prima ai Lavori pubblici e al Centro storico, poi alle Attività produttive, Innovazione tecnologica e Politiche europee e poi ancora alla Protezione civile, Cultura e Spettacolo. “Tutti questi giri di valzer – ha commentato- avvenivano solo ed esclusivamente per mantenere un fragile equilibrio interno e per fare qualche piccolo dispetto personale, vedi caso D’Armento. Ricordo che io una sola volta nel 2011 ho preso la tessera del Pdl su richiesta del senatore Cosimo Latronico e solo per una cortesia personale a lui. La tessera però non l’ho mai rinnovata”. Da sempre in rotta con la propria maggioranza, accusata di essere “stagnante e per niente produttiva”. “Durante l’esercizio delle deleghe – ha sottolineato – ho pacificato lavori rimasti in sospeso, regolarizzato e regolamentato i chioschi esistenti e quelli da far nascere e costruito cartelloni estivi e natalizi con eventi anche di livello nazionale”. Lo scorso 16 agosto dopo aver espresso con forza la propria sofferenza al sindaco e ad alcuni colleghi di giunta, ha rassegnato le dimissioni andando ad arricchire la schiera della nutrita opposizione. Pancaro infine ha posto alcuni interrogativi di merito. “Che fine ha fatto il bando della nettezza urbana – ha concluso – per il quale aumentammo l’aliquota in Consiglio? Che fine ha fatto il bando dei chioschi? Che fine ha fatto il progetto di via Buonarroti dove mancava solo il computo metrico? Che fine ha fatto il tombinamento di via Lazio? Che fine ha fatto la convenzione Anas con la quale avevamo ottenuto un fondo di compensazione di 650.000 euro per il collegamento di viale Della libertá, con l’attuale 106? Che fine hanno fatto i 324.000 euro da spendere per arredo urbano?”
FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

Sì al bilancio contro i revisori

Sfidato il parere dei tecnici, il sindaco: “Costretti ad aumentare le tasse”. Levata di scudi dell’opposizione, Favale (Pd): “Ormai sono autoreferenziali”

Il parere sfavorevole alla proposta di assestamento e di equilibrio del bilancio di previsione 2012 a “causa della mancata costituzione del fondo svalutazione crediti”, formulato dai revisori dei conti del Comune di Nova Siri, ha infiammato la seduta del Consiglio comunale di giovedì scorso. “Noi – detto il sindaco di Nova Siri interpellato dal Quotidiano – abbiamo approvato gli equilibri e l’assestamento di bilancio con un parere sfavorevole dei revisori dei conti. Ai sensi dell’articolo 239 del Testo unico degli enti locali, é possibile che il consiglio comunale approvi adducendo le sue motivazioni ed indicando le possibili soluzioni. Nel caso nostro, si sono confrontati i pareri dei revisori e degli uffici finanziari del Comune e noi abbiamo condiviso quelli di quest’ultimo. Se ciò andrà bene, ok, altrimenti qualcuno ci dovrà indicare le soluzioni. A Nova Siri – ha aggiunto Santarcangelo- c’é come in tutti i comuni una difficoltà di riscuotere quello che era nelle previsioni di bilancio. Esiste un problema di cassa, legato al fatto che abbiamo dovuto onorare sentenze di esproprio che risalgono al passato, configurabili come debiti fuori bilancio. Per il futuro c’è da mettersi a lavorare tenendo conto che dobbiamo far fronte all’erogazione quantomeno dei servizi essenziali pur in presenza di una diminuzione sensibile dei trasferimenti dello Stato in virtù del federalismo fiscale. Tutto questo purtroppo non può aversi però riducendo le imposte, anzi, saremo costretti a portare le tariffe al massimo. La fragilità del nostro bilancio – ha concluso il sindaco – ha origini antiche”. Duro il commento del capogruppo del Pd Pasquale Favale. “Il sindaco- ha detto- e la sua maggioranza, forti della loro presunta autosufficienza si sostituiscono all’organo revisore dando lezione di contabilità a coloro che loro stessi hanno nominato, dimostrando nei fatti di non avere fiducia nei professionisti incaricati e si sono ostinati ad approvare l’assestamento, rischiando di incorrere in eventuali censure da parte del l’organo di controllo. A mio avviso anche dietro questo raffazzonamento si nasconde una cattiva gestione perpetrata dal 2004 ad oggi che ormai é divenuta incontrollabile. I servizi sono sempre più carenti, i cittadini sempre più vessati dal prelievo fiscale e senza un filo logico si continua ad amministrare alla giornata senza una vera e propria programmazione che mai c’é stata. I lavori pubblici sono fermi e non ci ha mai convinto quanto detto dall’assessore Pavese circa la presunta responsabilità dell’ufficio tecnico comunale. Anche quest’ultima vicenda kafkiana – ha concluso Favale- dimostra che ormai questa amministrazione é alla frutta, non ha più risposte da dare ai cittadini, anzi é incapace di fronteggiare alle esigenze del paese. Traggano le dovute considerazioni e si dimettano. I cittadini gliene saranno grati”.

Durissimo e incisivo il consigliere Pdl Giuseppe D’Armento. “Il parere sfavorevole- dell’organo di revisione – ha esordito – è uno schiaffo in faccia ad un corpo di governo incompetente, ad un sindaco irresponsabile. Il documento ripete quanto da me sostenuto: i flussi di cassa in entrata sono formulati in modo fittizio su introiti insussistenti, data la scarsa movimentazione dei progressivi di incasso attestati su una percentuale di riscossione bassissima: si e’ nell’anticamera del dissesto di Bilancio, avete condotto Nova Siri sull’orlo del precipizio e ora state spingendo per inabissarlo, dimettetevi. Avvilente- ha aggiunto- che le nostre richieste di chiarificazione, si infrangano contro il muro di silenzio omertoso eretto dal sindaco e dalla sua giunta, amaro che il buon senso si infranga contro un solo numero , un solo voto, il voto del Sindaco che non tiene in piedi un paese ma solo se stesso che e’ il responsabile oggettivo di un disastro amministrativo senza precedenti . Ma oltre alle responsabilità oggettive vi sono anche responsabilità collaterali, di avallo e consenso, del padre di questa Amministrazione, il senatore Latronico, che l’ha tenuta a battesimo sui palchi e l’ha seguita nel tempo e che e’ difatti, a tutt’oggi, il necroforo politico di questa amministrazione da funerale. Egli appare al momento, pero’, eclissato ; proprio nel momento in cui servirebbe ancor più il suo illuminato contributo di idee e di esperienza per affrontare questo grave default : probabilmente, è una mia ipotesi, con l’approssimarsi delle politiche, non vuole subire la perdita di consenso elettorale che inevitabilmente deriverebbe- ha concluso D’Armento- dall’accostamento della sua figura politica allo sfacelo amministrativo prodotto da questa compagine di governo”.
FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata