Errori nella busta paga, donna lascia biglietto e si uccide

Improvviso suicidio di una donna di 45 anni: beve acido muriatico e si accoltella

Si chiamava Giovanna Manolio, aveva 45 anni, era sposata e madre di due figli, uno frequentante la terza media ed un altro le scuole superiori. Era una persona dal carattere dolce e schivo. Aveva pochi amici. Faceva casa-lavoro e famiglia. Abitava a Nova Siri scalo dove svolgeva anche la professione di chimico clinico presso un laboratorio privato convenzionato. Si è suicidata ingerendo prima una bottiglia di acido e poi conficcandosi un coltello nel petto. Gli inquirenti – stando a notizie trapelate nella giornata di ieri – pare nutrano il sospetto che alla base del gesto vi siano stati errori nei conteggi dei suoi stipendi nell’azienda dove lavorava. La causa sarebbe indicata in un biglietto trovato dai Carabinieri. La donna si era allontanata dalla sua casa nel pomeriggio di ieri. Nella mattinata di ieri, il marito ha riconosciuto il coltello da cucina che la donna ha portato con se’, insieme alla bottiglia dell’acido: alcune tracce fanno credere che abbia bevuto parte della sostanza prima di ferirsi mortalmente con la lama. Sul biglietto trovato accanto al cadavere la donna ha chiesto scusa ai parenti per il suo gesto ed avrebbe fatto riferimento a problemi sul posto di lavoro, in particolare alle sue retribuzioni. «Sono sconcertata e addolorata – ha detto al Quotidiano interpellata telefonicamente, Bice Di Brizio proprietaria e titolare del laboratorio insieme a Uccio Stoia – ho appreso la notizia mentre stavo andando a Roma. Per me Giovanna era un’amica piuttosto che una dipendente. Il suo carattere chiuso, probabilmente dovuto a questioni personali, non mi ha fatto capire quello che stava succedendo. Lavorava con me da circa vent’anni, e abbiamo attraversato periodi buoni e meno buoni. Per un periodo le abbiamo garantito la retribuzione pur non avendo un grosso introito a causa degli obblighi per i pazienti di doversi recare per forza in ospedale per i prelievi del sangue. Non abbiamo licenziato nessuno compreso Giovanna. Lunedì mattina – aggiunge – non si era presentata sul posto di lavoro (l’ultimo giorno era stato sabato scorso, ndr) ed ha detto che per tre giorni si sarebbe assentata. Le è stato risposto che non c’erano problemi. Nello stesso tempo ci è sembrata a dir poco strana questa richiesta perchè lei non si era mai assentata senza un valido motivo. Se le serviva qualche ora se l’è sempre presa. Non siamo mai stati rigidi. Nell’ultima settimana, a dire il vero Giovanna ci era sembrata più chiusa del solito e ad ogni richiesta su che cosa avesse, lei replicava, chiudendo la questione, dicendo che era tutto normale e che non aveva niente. Unendo questa richiesta al fatto che tutti notammo in lei un atteggiamento di preoccupazione nella giornata di lunedì prima di rientrare a casa mia dopo la mattinata di lavoro, mi sono recata, un po’ preoccupata per lei, a casa sua per capire cosa le potesse essere successo, lei è scesa e abbiamo chiacchierato davanti al suo portone fino alle ore 14,10 circa. Ho cercato di scuoterla e fare in modo che le si aprisse. Le ho chiesto di dirmi di che si trattava. Le ho detto di prendersi tutto il tempo che voleva per riprendersi da questa stanchezza che sembrava accusare. Le ho proposto di venire più tardi rispetto al solito orario delle 8,30 -9.00. Lei mi ha risposto ringraziandomi per tutto quello che avevamo fatto per lei. Lì per lì non ci ho dato peso. Ma dopo aver appreso la tragica notizia la cosa ora mi fa rabbrividire. Escludo – ha concluso Di Brizio- che ci possano essere stati problemi economici alla base dell’insano gesto, ma molto probabilmente si è trattato di una depressione che lei tutto sommato aveva saputo in certo qual modo ben mascherare, finanche ai suoi genitori con cui ho parlato». Intanto il pittore scenografo di Nova Siri Gaetano Dimatteo ha scritto dei versi in concomitanza con la tragica scomparsa di Giovanna. “Il Pianto …La disperazione …L’ angoscia …La morte …avvolgono …il mio cervello. Sei morta … morta … morta. Urlo … urlo … di dolore. Amica e dipingo Tulipani …Addio”.

FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

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