Monthly Archives: luglio 2012

Eventi dell’estate novasirese 2012

“R-estate a Nova Siri” il programma completo degli eventi estivi 2012

Scarica in PDF il programma completo degli eventi novasiresi da questo link >> cartellone estivo pdf

Imposta di soggiorno a Nova Siri: il NO degli imprenditori

“Gli operatori turistici di Nova Siri esprimono sconcerto e indignazione per le modalità con le quali si è giunti, da parte dell’Amministrazione Comunale di Nova Siri, all’ applicazione dell’imposta di soggiorno a partire già dal prossimo 15 luglio 2012”. Lo afferma Giovanni Matarazzo, Vice Presidente con delega al Turismo e Infrastrutture di Confindustria Basilicata, nonché Presidente della Sezione Turismo della stessa organizzazione datoriale. “Tutti gli esercizi ricettivi di tale località turistica – rileva Matarazzo – in data 11 luglio scorso si sono visti notificare il provvedimento della Giunta Municipale, licenziato nella seduta del 5/7/12, con il quale si dava attuazione all’imposta di soggiorno nel comune di Nova Siri con decorrenza 15 luglio” “E’ opportuno rappresentare – prosegue Matarazzo – come questa scelta metta in crisi l’intero sistema ricettivo della località balneare, ponendo gli operatori del settore in una situazione di grave difficoltà organizzativa e comunicativa nei confronti dei turisti che ivi alloggeranno a partire dal 15 luglio. Infatti, le strutture ricettive non si sono ancora organizzate – amministrativamente e burocraticamente – per riscuotere tale imposta, né hanno avuto il tempo necessario per attivare una campagna informativa, relativa alla applicazione dell’imposta a partire già dalla stagione turistica in corso, nei confronti dei Tour Operators e dei vari intermediari commerciali. Inoltre, non è stato affatto considerato che i turisti che alloggeranno nelle strutture ricettive –relativamente al periodo di applicazione, dal 15 luglio al 31 agosto- hanno già prenotato e pagato anticipatamente i pacchetti acquistati “all inclusive” rispetto all’inizio del loro soggiorno”. “Al di là del merito e dell’opportunità della determinazione comunale, peraltro già fortemente contestata all’inizio dell’anno dalla nostra Associazione e da quasi tutti gli operatori economici del comune di Nova Siri – osserva Matarazzo – siamo basiti per il metodo adottato dall’amministrazione comunale verso gli imprenditori della filiera turistica, i quali, pur costituendo da tempo  gli attori principali della valorizzazione della principale risorsa economica della località jonica, sono stati di fatto traditi dall’amministrazione comunale, che aveva concordato di evitare l’applicazione dell’imposta, almeno per l’anno in corso”. “Non per dare la stura a sterile polemica –  aggiunge Matarazzo – ma è necessario ripercorrere le tappe salienti della vicenda. Il 14/12/2011 il Consiglio Comunale approvava il regolamento per l’applicazione dell’imposta sul territorio di Nova Siri; dopo alcuni giorni, il 15 gennaio successivo, circa 50 operatori economici – di vari settori, dal turismo al commercio all’artigianato- inviavano all’amministrazione comunale una “lettera aperta” con la quale chiedevano di non applicare tale imposta per l’anno 2012 e, in pieno spirito collaborativo, costruttivo e non polemico –considerato che nei principi legislativi questa è una imposta cosiddetta “di scopo” i cui introiti devono essere utilizzati per migliorare l’accoglienza e la qualità dei servizi turistici presenti ed erogati sul territorio comunale, si dichiaravano disponibili a “valutare la possibilità di definire, per l’annualità 2012, strumenti di collaborazione tra il Comune  e le organizzazioni più rappresentative degli operatori economici, per favorire una maggiore condivisione e partecipazione alla gestione delle attività e degli interventi strettamente connessi e funzionali all’erogazione dei servizi  turistico-ricettivi sul territorio (ad esempio: pulizia della spiaggia, servizio bus/navetta estivo, manutenzione del verde e del decoro urbano in prossimità delle aree fruibili dai turisti, segnaletica ed informazione turistica, ecc.). “Va aggiunto – continua Matarazzo – che  dopo 5 mesi di silenzio assoluto il 29 maggio u.s., praticamente all’apertura della stagione turistica, in accoglimento delle richieste formulate nel citato documento sottoscritto dagli operatori economici, l’Assessore al ramo convocava finalmente un incontro con i titolari delle strutture ricettive per discutere sull’imposta di soggiorno allo scopo “di valutare insieme le soluzioni da adottare in alternativa all’applicazione dell’imposta di soggiorno”. In tale incontro, a fronte dell’impegno della Giunta comunale di rinviare all’anno successivo l’applicazione dell’imposta, gli operatori turistici si obbligavano a finanziare con fondi privati alcuni servici turistici comunali (nella fattispecie il servizio navetta urbano ed alcune manifestazioni ludico-culturali da inserire nel calendario eventi da programmare per i mesi estivi) proprio per alleviare il bilancio comunale di alcuni costi per servizi turistici”. “Insomma dopo oltre un mese dalla riunione di fine maggio – rimarca Matarazzo –  mentre tutto faceva pensare al rispetto di quanto convenuto in maniera partecipata e condivisa, ci troviamo di fronte alla notifica inaspettata dei provvedimenti amministrativi immediatamente esecutivi, senza alcun ulteriore comunicazione in tal senso”. “Giova ricordare – prosegue Matarazzo – che nei mesi scorsi avevamo sottoposto all’attenzione di ANCI regionale questa problematica  e le connesse distorsioni che ne sarebbero potute derivare”. “Agli amministratori del Comune Jonico, ai quali evidentemente sfugge la rilevanza che la filiera turistica locale assume per l’intero tessuto socio-produttivo comunale, va rammentato – afferma Matarazzo – che uno di principi fondanti dell’assetto giuridico ed istituzionale contemporaneo, è quello di rispettare i patti e gli accordi raggiunti. Invece, pur di coprire i buchi del bilancio, non ci si è minimamente preoccupati di ritirarsi unilateralmente da un’intesa che pure si era contribuita a definire”. “Inoltre – conclude Matarazzo –nessun amministratore locale si è preoccupato di verificare se gli altri comuni contermini della costa Lucana ovvero delle regioni confinanti (Policoro, Scanzano Jonico o Pisticci da un lato e Rocca Imperiale, Montegiordano o Roseto dal versate calabrese e Ginosa, Castellaneta dal versante pugliese) hanno o meno applicato, a partire dalla stagione in corso, tale imposta quanto meno per garantire un minino di equilibrio competitivo tra gli stessi territori”. “Come associazione rappresentativa, a livello regionale, degli interessi imprenditoriali – evidenzia Matarazzo – non possiamo esimerci dal denunciare “disparità di trattamento di fatto” tra i vari comuni all’interno degli stessi comprensori turistici e questo preoccupante modus operandi dell’Amministrazione Comunale di Nova Siri, atteso peraltro che in altri contesti e per la medesima problematica, alcuni sindaci, come quello di Matera, ad esempio, hanno fatto prevalere il buonsenso, giungendo a situazioni più gestibili sul versante organizzativo e sicuramente più accettabili da parte degli imprenditori”.

FONTE: Sassiland (da Nota di Confindustria Basilicata)

NOVA SIRI – “Un paese in totale abbandono”

Il consigliere Laddomata a tutto campo sui problemi nella gestione amministrativa. “Non c’è ancora il cartellone estivo ed il decoro urbano non esiste più”

L’ex vice sindaco di Nova Siri, Michele Laddomata, rompe il silenzio. E lo fa con sobrietà, fermezza e rabbia. Rabbia, certo, «mi dispiace per il mio paese. Sembra in stato di abbandono». Lo incontriamo nel suo negozio di abbigliamento, in compagnia di Pino Varasano «il ragioniere», dirigente locale di Italia dei valori. Probabilmente il nuovo partito di Laddomata. Il partito del futuro. Il diretto interessato non conferma e non smentisce. «Non è di questo che voglio parlare» ha detto rispondendo alla provocazione del cronista. «Qui – ha esordito entrando nei contenuti – ci sono tante cose che non vanno. È la prima volta nella storia che il cartellone estivo per l’estate 2012, non è stato ancora varato. Non parliamo poi della pubblica illuminazione nella zona lido, dire scarsa significa usare un eufemismo, è quantomeno insufficiente. Ma anche il centro abitato è carente sotto questo aspetto. Fosse solo questo…Le strisce pedonali – ha continuato il consigliere comunale – sono una chimera. I turisti che cominciano ad affluire non sanno come e dove attraversare la strada». Laddomata ha tenuto a precisare che il suo vuole essere solo un atteggiamento di critica costruttiva, non contro le persone. «Il decoro urbano – ha aggiunto – è invisibile, ma è visibile l’articolo 10 del regolamento. Chi è il responsabile del servizio?». Laddomata ha come unico rimpianto quello che il primo cittadino, togliendogli lo strumento assessorile (era delegato ai Lavori pubblici, Manutenzione e Centro storico), gli ha impedito di «dare le risposte che la gente con il suo voto dato alla mia persona, mi aveva chiesto». Di qui l’amarezza. «Sono deluso da questa amministrazione – ha concluso – e mi dispiace per i cittadini che mi hanno votato, perché votando me hanno votato per questa giunta. Tutto qua». Il suo rapporto all’interno del gruppo civico di centrodestra “Insieme per Nova Siri” che amministra il Comune dal giugno del 2009, si era interrotto nel marzo 2010, dopo che il primo cittadino, Pino Santarcangelo, gli revocò la delega. A nulla valse il suo reintegro obbligato nel maggio dello stesso anno, dopo che impugnò la defenestrazione dinanzi al TAR. Infatti nel luglio successivo a Laddomata fu revocato nuovamente il mandato in via definitiva. Neanche il TAR gli ha potuto dare ragione nuovamente. Infatti Santarcangelo aveva provveduto a scrivere il corredo motivazionale. Ricordiamo che Laddomata, detentore di un grande consenso personale, nonché leader di un gruppo nutrito composto da gente comune animato dalla voglia di partecipare attivamente alla vita politica, era stato determinante per la vittoria di Santarcangelo, che solo grazie a lui si era guadagnato la riconferma per il secondo mandato. Infatti, stupì un po’ tutti il fatto che l’ex vicendisaco, dopo aver fatto l’opposizione congiuntamente al centrosinistra capeggiato da Antonio Accettura nel quinquiennio 2004-2009, avesse deciso poi di costruire un percorso politico-amministrativo insieme ai suoi ex avversari. Il rapporto tra Laddomata e gran parte della maggioranza civica che si riconosce nelle posizioni del Pdl, non è mai stato idilliaco anche se l’ex vice sindaco ha cercato anche dopo la doppia defenestrazione di non fare mai un opposizione preconcetta, ma sempre finalizzata al fare per la sua Nova Siri.

Articolo e Foto: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della BAsilicata

Referendum abrogazione parziale indennità parlamentari

Chi di voi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261)? Ben pochi, credo. Si tratta di un referendum, si, l’ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi dei politici. La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).

Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare. Provate però a domandarvi come mai questa notizia non sta passando dai giornali e tv?!

Intanto per il bene di tutti i cittadini contribuenti e non, con qualsiasi mezzo, DIFFONDETE LA NOTIZA!!! E poi dopo andate in Comune. Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l’ennesima buona occasione per ridimensionare lo spreco pubblico.

Articolo 2 della Legge 31 Ottobre 1965, n. 1261

Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni.

E’ solo un piccolo passo, visto che QUESTA LEGGE  meriterebbe una bella spolveratina, ma è pur sempre un passo necessario per far partire il movimento di rivolta popolare pacifica contro gli stipendi pagati al mondo della politica.