Monthly Archives: agosto 2011

Canadair in azione nel bosco di Nova Siri

Aerei Canadair stanno operando nel territorio di Nova Siri (Matera) per domare un incendio che ha distrutto alcune decine di ettari di bosco, parte dei quali già interessati da rimboschimento. Le fiamme, di probabile natura dolosa, sono divampate la notte scorsa in una zona impervia tra Nova Siri e la provincia di Cosenza. Gli interventi di squadre del Corpo forestale dello Stato, di Vigili del Fuoco, della Protezione civile, operai forestali e volontari, avevano consentito nelle prime ore di stamani di contenere il fronte dell’incendio, poi allargatosi a causa del vento nel corso della giornata.

FONTE: ANSA

Il commerciante Bianco torna a denunciare presunte irregolarità

La seconda puntata. Domenico Bianco, conosciuto come Mimmo, è il commerciante che aveva inviato al Comune di Nova Siri l’esposto ormai famoso sull’appropriazione di spazi pubblici da parte degli esercenti commerciali del suo paese. Nei giorni successivi aveva annunciato un seguito alla sua azione di segnalazione. E così, nella scorsa settimana, Bianco è tornato in Municipio per protocollare una seconda missiva, indirizzata al sindaco di Nova Siri, Giuseppe Santarcangelo, e, per conoscenza, agli assessori comunali all’Urbanistica e all’Ambiente, all’Ufficio Tecnico e al Comando dei Vigili Urbani. Vi si fa cenno, con il corredo di immagini documentarie, ad alcune situazioni non propriamente a norma, almeno a suo giudizio. Si parte dalla manutenzione della segnaletica stradale, a suo dire non chiara e ai limiti della pericolosità. C’è poi un riferimento all’edilizia, in particolare a “ponteggi montati da diversi mesi, che non rispettano alcuna norma di sicurezza, eretti intorno ad edifici in fase di ristrutturazione dei quali nessuno si accorge”. Infine, sempre a Nova Siri, secondo Bianco ci sarebbero “veri e propri magazzini privati su strade pubbliche e di libero accesso”. Questa la conclusione della lettera alle autorità: “Vi ringrazio per l’attenzione e vi chiedo di dare spazio a chi vuole lavorare seriamente, a chi è stato disposto a fare investimenti privati e a chi non ha mai chiesto nulla a nessuno. Vi chiedo, inoltre, di essere più attenti a chi deturpa il nostro paese, a chi non pensa che determinati atteggiamenti impoveriscano ancora di più la nostra comunità”. A Nova Siri le segnalazioni di Bianco hanno suscitato una duplice reazione nell’opinione pubblica. Da una parte c’è chi riconosce al commerciante il positivo ruolo di segnalazione di problemi reali, dall’altro c’è chi gli contesta un inasprimento del clima e delle relazioni tra commercianti. Che effetto avrà questa nuova segnalazione? E, soprattutto, c’è da attendersi altro?
FONTE: Pino Suriano da Il Quotidiano della Basilicata

Formazione politica sul lungomare di Nova Siri

Agorà organizza una lezione “balnear e” su patrimonio e ricerca dai senatori del Pd Chiurazzi e D’Andrea

Ha rappresentato anche un momento di bilanci l’incontro organizzato una settimana fa, lo scorso venerdi’ 5 agosto, dalla “giovane” associazione di formazione politica Agorà di Nova Siri con i senatori Carlo Chiurazzi e Giampaolo D’Andrea: infatti, la lezione sull’Articolo 9 della Costituzione e il conseguente dibattito incentrato sui temi della tutela del patrimonio e dell’importanza della ricerca, introdotto da Rosaria Accatato, ha chiuso questo primo ciclo annuale di attività formativa. Preziosa e pregevole è stata la lettura filologica data dal Prof. Giampaolo D’Andrea, il quale ha ricoperto anche il ruolo di sottosegretario al Mibac al valore della tutela ed al senso più alto della cultura, che è da sempre caratteristica dell’identità statuale. L’ultimo degli otto incontri sulla lettura della Costituzione e sui suoi fondamenti, tenutosi sul lungomare di Nova Siri quasi a voler mitigare la calura estiva, ha permesso anche un consuntivo ed una ipotesi di proseguo relativo alle attività dell’Associazione. Il presidente Giuseppe Chiurazzi ha espresso infatti il concetto “Dell’assoluta importanza degli strumenti della conoscenza, senza della quale ogni approccio diventa incapace di incidere sulla realtà” e, per questo motivo, ha dimostrato, visto il successo di questo primo ciclo, l’interesse ad intensificare l’operato di Agorà intraprendendo percorsi più specialistici. In questo l’associazione ha trovato sostegno partecipato da parte dei due senatori del Partito Democratico durante questo primo anno, che, allo stesso tempo, hanno espresso un impegno continuo per il futuro prossimo: il senatore Chiurazzi, più volte ringraziato da tutti i partecipanti al percorso formativo, ha esaltato “la funzione fondamentale della formazione politica e dell’assoluta importanza metodologica data da una formazione continua e di comunità, che non può prescindere dallo strumento della lezione frontale”.
Gli incontri frontali, di cui si sta approntando una pubblicazione degli atti e dei quali hanno potuto godere ed usufruire gli allievi della neonata “scuola politica” sono stati di indubbio valore, visto l’alternarsi dei temi e dei relatori, tutti di riconosciuto ed affermato prestigio. Gli incontri con il vice presidente del Senato Vannino Chiti e il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo hanno permesso di approfondire i temi dell’organizzazione e dell’ordinamento della Repubblica oltre all’attualità del Titolo V-parte II della Costituzione, rimando diretto alla nuova legislazione del federalismo.
Con i senatori Mauro Ceruti e Tiziano Treu si è discusso della fenomenologia dei nuovi assetti economici e sociali scaturiti dall’importanza del welfare e dal valore della globalizzazione. Il senatore Stefano Ceccanti, costituzionalista di primo piano, durante un’altra lezione frontale, ha avuto modo di illustrare il sistema parlamentare, come forma di governo tipicamente europea, anche alla luce della auspicata riforma elettorale. Due primati della politica nazionale hanno segnato incontri emozionanti e di alto spessore pedagogico: quello con l’ex presidente del Senato Nicola Mancino, nel quale si è affrontato il tema della giustizia, e la “passeggiata storica” nella stesura della Costituzione con uno dei pochi costituenti ancora in vita, il senatore a vita Emilio Colombo.
Gli incontri hanno, in ultimo, permesso la presentazione, esclusiva su territorio regionale, di tre importanti pubblicazioni: “Globalizzzazione e welfare. Organizzare l’altruismo” di M. Ceruti e Tiziano Treu, “Al Cattolico perplesso” di Stefano Ceccanti e “Giustizia sotto tiro” di Nicola Mancino.
L’intensa e organizzata attività di Agorà, per i risultati raggiunti in un solo anno e i traguardi a cui ambisce, sta diventando sempre più un punto di riferimento ed un naturale preludio a sostegno dell’impegno civico e politico delle nuove generazioni che vivono nel territorio provinciale.
FONTE: Pierantonio Lutrelli da Il Quotidiano della Basilicata

NOVA SIRI .«Salute del mare, si faccia chiarezza»

Interrogazione della minoranza sul caso sollevato da Goletta Verde. Proposta una Conferenza di servizi tra Arpab, Comune, Al e ambientalisti

Per fare chiarezza riguardo alle notizie allarmanti dei giorni scorsi diffuse da Goletta verde di Legambiente, secondo le quali, dalle analisi da loro effettuate risultava che il mare di Nova Siri fosse inquinato in prossimità della foce in località Torre Bollita, il capogruppo del Pd in consiglio comunale, l’avvocato Pasquale Favale insieme con il consigliere comunale dello stesso gruppo, Massimiliano Varasano (“assessore” ombra all’Ambiente), dopo aver condiviso la cosa con i consiglieri comunali (tutti del Partito democratico), Luigi Maradei, Giovanni Dimatteo e Carmela Viccari, ha presentato lo scorso 3 agosto, in immediato, non appena appresa la notizia apparsa su “Il Quotidiano”, un’interrogazione urgente con risposta scritta rivolta al sindaco, Pino Santarcangelo, all’assessore all’ambiente Pino Mitidieri e per conoscenza all’Arpab ed al prefetto di Matera. “Se non ci sarà fornita entro tempi brevi una risposta – ha detto Favale al Quotidiano – presenteremo la richiesta per un consiglio comunale urgente affinché si possa affrontare politicamente ed in maniera esaustiva il delicato argomento. A mio avviso comunque sarebbe auspicabile che il sindaco convochi una conferenza di servizi tra Comune, Acquedotto lucano, Arpab e Legambiente. Dopo l’epilogo della vicenda, come ente si potrebbe valutare se perseguire o meno Goletta verde per procurato allarme, anche perché una notizia come quella apparsa il 3 agosto sui giornali è di certo dannosa per la nostra comunità. La vicenda a nostro avviso non può concludersi con il solo rendere pubblici controesami effettuati subito dopo il 3 agosto, che pur ci confortano. Nessuno vuole mettere in discussione le analisi effettuate da Acquedotto lucano e dall’Arpab, ma quello che ci interessa è focalizzare sotto l’aspetto politico-locale la vicenda. Nell’interrogazione presentata a firma congiunta da Favale e Varasano, i due esponenti della minoranza chiedono “Come sia possibile che i dati del monitoraggio da parte dell’Ente Gestore, Acquedotto Lucano spa, non siano stati trasmessi in tempo debito e, comunque, prima dell’inizio della stagione balneare?” Ed ancora: “Come mai il sindaco con una sua ordinanza, apposta in bacheca comunale nello scorso mese di febbraio 2011, rimuoveva il divieto di balneazione in prossimità di tale foce, ed oggi incriminata, assicurando che tutto rientrava nella norma?” Infine un ultimo interrogativo: “Come è possibile che, situazioni così delicate per la tutela dell’ambiente e della salute del cittadino, siano trattate con tanta superficialità dai rappresentanti del governo locale?”. Quesiti su cui gli esponenti dell’opposizione esigono risposte in tempi celeri. Nella premessa i due esponenti della minoranza hanno ricordato “che a distanza di un anno vede ripetersi la stessa ed identica situazione di presunta emergenza inquinamento sempre in prossimità della stessa località. E’ giusto in una democrazia che quando vengono toccati temi delicati e di forte interesse pubblico, chi governa direttamente o su delega, debba riferire al proprio consiglio comunale, come il premier o un governatore fa nel suo parlamento.
FONTE: Pierantonio Lutrelli da il Quotidiano della Basilicata

Metapontino, arriva la tassa di soggiorno a partire dal 2012

Le spiagge joniche lucane come Roma e Firenze o come Otranto, in Salento. Arriva anche in Basilicata la possibilità di istituire la tassa di soggiorno, l’imposta di scopo da destinare all’accoglienza turistica. A pensarci sono i Comuni della fascia metapontina sullo Jonio, che va da Nova Siri a Metaponto di Bernalda, in provincia di Matera. Una striscia sabbiosa di appena 40 chilometri su cui negli ultimi anni c’è stato un esponenziale aumento di presenze ed un’espansione del numero di posti letto nonchè la realizzazione di due porti turistici a Pisticci e Policoro.

I sindaci dei Comuni del Metapontino hanno già tenuto due incontri e c’è l’intenzione di introdurre la tassa di soggiorno dal prossimo anno. Non si sono ancora espressi gli operatori turistici (albergatori, gestori di stabilimenti balneari, agenzie di viaggio) che in altre città d’arte o località balneari in cui è stato applicato il cosiddetto “tributo federalista” hanno protestato non poco, fino ad arrivare ad accollarselo per non farlo gravare su turisti e visitatori. In mancanza di una regolamento nazionale (ogni Comune, infatti, sta andando avanti per conto proprio) i sindaci lucani stanno lavorando su una bozza di regolamento che sarà discussa a livello intercomunale prima e poi portata nei singoli Consigli comunali per la sua approvazione.
FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno

E’ di Nova Siri uno dei quattro italiani feriti AD HERAT in Afghanistan

E’ lucano uno dei quattro italiani feriti giovedì in Afghanistan. Antonio Carlucci, 25 anni, è originario di Nova Siri. Sarebbe tornato a casa tra quattro giorni per un periodo di riposo. E invece, intorno alle 10,30 di ieri, il telefono dei suoi genitori è squillato. All’altro capo della cornetta c’era lo stesso militare, che ha annunciato di persona l’evento e ha potuto tranquillizzare sulle condizioni di salute. Non è in pericolo di vita. Nello scoppio, per fortuna, ha riportato una frattura al piede, anche se l’entità del danno non è ancora pienamente definita.
Pochi minuti prima della chiamata, la madre del giovane aveva sentito per radio la notizia dell’attentato. Questa volta, però, si era spaventata meno del solito: Antonio, infatti, aveva annunciato che in questa settimana sarebbe stato impegnato in attività all’interno della caserma. E invece, subito dopo, è stata avvisata dal marito: in quell’attentato era coinvolto proprio il figlio, che, per fortuna, era riuscito a rassicurare la famiglia facendo sentire la propria voce.
Come lui altri due soldati feriti (anche per loro fratture agli arti inferiori e superiori) hanno potuto avvisare di persona le famiglie subito dopo l’attentato. Diverso il caso di un quarto, sottoposto a un immediato intervento chirurgico. I familiari di quest’ultimo sono stati raggiunti da un team dell’ Esercito che li ha aggiornati sulle sue condizioni. Neppure lui, comunque, sarebbe in pericolo di vita. I quattro sono stati subito ricoverati presso l’Ospedale Militare (Role2) di Camp Arena. Il loro rientro è previsto per questa notte a Roma, dove dovrebbero rimanere per qualche giorno presso l’Ospedale Militare della capitale.
Alle ore 12.19 di giovedì, ora locale, al momento dello scoppio, i quattro militari erano a bordo del loro veicolo (Vtlm Lince) quando sono rimasti feriti a causa dell’esplosione di un ordigno al loro passaggio. Erano impegnati in un’attività di controllo pianificato nei pressi del villaggio di Siah Vashian (Distretto di Herat)». L’esplosione dell’Ied, il rudimentale ordigno esplosivo che li ha colpiti, è avvenuta a circa 5 chilometri a sud dell’aeroporto di Herat, sede del quartier generale italiano. I quattro appartengono alla Task Force Center, su base 11mo reggimento Bersaglieri. L’Ied (Improvised Explosive Device- ordigno esplosivo improvvisato) è uno degli ordigni più frequentemente utilizzati nella guerriglia afghana e ha già provocato un elevato numero di vittime tra le forze alleate. Quello scoppiato ieri era di fabbricazione rudimentale, ma, sulla base del potenziale dell’esplosivo, avrebbe potuto procurare danni ben più gravi.
Questa volta il blindato italiano (“San Lince” lo chiamano, non per caso, i militari italiani) ha retto l’urto. Lo ha sottolineato con orgoglio anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: “Oggi, come in tante altre occasioni, il Lince ha fatto il suo dovere. Il guaio grosso è che, purtroppo, altre volte non ce l’ha fatta a proteggere i nostri uomini”.
L’attentato è stato rivendicato dai talebani con un comunicato pubblicato sul loro sito internet. Nel documento il portavoce del movimento afghano Qari Yousuf Ahmadi ha sostenuto che “almeno cinque invasori sono stati uccisi verso mezzogiorno in un attacco con un rudimentale ordigno esplosivo”. Una notizia che, per fortuna, non ha trovato conferma nei fatti.
Ai quattro soldati sono giunte anche le belle parole del ministro Giorgia Meloni, oltre a quelle dei Presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani: “L’Italia – ha detto il ministro Meloni – ha un grande debito di riconoscenza nei confronti di questi ragazzi in divisa, che con senso del dovere portano in alto il nome e i valori della Nazione nei teatri di crisi in cui sono chiamati ad operare. Ognuno di loro è un modello e un esempio per i giovani italiani.»
Antonio Carlucci è un ragazzo particolarmente stimato in paese. Prima di partire per l’Afghanistan aveva partecipato alla missione italiana in Libano. Ha vissuto la sua brillante carriera militare con grande abnegazione, ma sempre con sobrietà. Parlava della sua attività militare sempre con riservatezza e senza vanto. Coraggioso e umile. Una parte dell’orgoglio nazionale, grazie a lui, arriva anche in Basilicata.
FONTE: pino Suriano da Il Quotidiano della Basilicata

Jonio inquinato, Aquedotto Lucano smentisce Legambiente

Per Acquedotto lucano valori al di sotto dei limiti consentiti. Prelievi di Goletta Verde nel canale, non in mare

Una levata di scudi si è mossa dal Metapontino contro i risultati dei prelievi effettuati da Goletta Verde di Legambiente nel mar Jonio, tra Bernalta-Metaponto e Nova Siri. Proprio da quest’ultimo comune provengono le critiche più forti e motivate, soprattutto perché gli ambientalisti hanno messo indirettamente sotto accusa un impianto di depurazione oggi particolarmente efficiente, dopo un investimento di 2 milioni di euro per un progetto di Acquedotto lucano, che ha potenziato le linee, passate dalle due malfunzionanti del 2009 a tre perfettamente efficienti, con l’aggiunta di una vasca di decantazione dove possono confluire gli eventuali reflui in eccesso rispetto al ciclo di trattamento massimo sostenibile dall’impianto. Insomma, oggi a Nova Siri il depuratore può sostenere un carico antropico di almeno 20mila utenze, a fronte di un picco massimo di 12-13mila presenze in estate e circa seimila residenti durante l’inverno. La conferma scientifica del buon funzionamento dell’impianto è arrivata già nel pomeriggio di ieri, quando l’Acquedotto lucano, che ha eseguito un primo campionamento sulle acque di balneazione nel “tratto incriminato” della costa jonica lucana, ha certificato che i parametri “sono tutti inferiori ai valori limite previsti dalla normativa in vigore”. Lo ha comunicato il Dipartimento Ambiente della Regione. Per approfondire il campionamento delle acque, il dipartimento è comunque in attesa di conoscere i successivi dati che emergeranno dal campionamento effettuato, sempre ieri mattina, dai tecnici dell’Agenzia regionale per la prevenzione dell’Ambiente di Basilicata (Arpab). Ad onor del vero, però, l’Arpab aveva già effettuato ben due prelievi a Nova Siri, con dati decisamente meno preoccupanti, come quelli rilevati venerdì scorso dal gestore Acquedotto lucano all’uscita del depuratore. Il controllo più recente dell’Arpab risale allo scorso 19 luglio (dati pubblicati il 26 luglio), ironia della sorte il giorno successivo a quello di Goletta Verde. L’Arpab certifica per lo specchio di mare a 150 metri nord dall’idrovora enterococchi fecali pari a 18 Ufc/100 ml a fronte della soglia massima di 200, che Goletta Verde sostiene sia stata addirittura superata; per quanto riguarda l’escherichia coli, il valore certificato il 26 luglio dall’Arpab a nord dell’idrovora si era assestato su 52 Ufc/100 ml, a fronte di una parametro di legge fissato su 500. Non cambia di molto la situazione a sud dell’idrovora, dove il 26 luglio l’Arpab certificava 16 Ufc/100 ml di enterococchi intestinali e 40 Ufc/100 ml di escherichia coli, mentre nella zona lido i valori verificati a fine luglio erano di 2 Ufc/100 ml di enterococchi e 8 Ufc/100 ml di escherichia coli. Ieri la conferma da Al dei valori ampiamente sotto la soglia di legge. Allora dov’è l’inghippo? Goletta Verde ha preso un abbaglio divulgando dati imprecisi, o è l’Arpab a sbagliare? Oppure si deve ipotizzare uno sversamento illegale di reflui non trattati nel canale dell’idrovora? Niente di tutto ciò, perché la nota di chiarimento pubblicata ieri da Legambiente (e riproposta qui a fianco) svela l’arcano, come ci ha confermato telefonicamente il presidente regionale, Marco De Biase. La discordanza deriva dal fatto che Goletta Verde ha effettuato i suoi prelievi direttamente nel canale dove scarica anche l’idrovora, mentre l’Arpab, come stabilisce la legge, analizza lo specchio di mare entro i 150 metri nord/sud dalla foce del canale. E’ del tutto evidente, dunque, che il naturale effetto diluente del mare faccia scendere di molto il valore, non compromettendo la balneabilità, neppure nel tratto dove essa e vietata per legge in tutta Italia, ovvero a 150 meti nord/sud dalle foci di canali, torrenti e fiumi. Né ci sono prove evidenti di un collegamento diretto tra l’inquinamento del canale ed i reflui del depuratore, che al contrario sarebbero nella norma, come certificato da Acquedotto lucano. Lo stesso discorso vale anche per il Basento nell’area di Bernalda, dove gli ambientalisti hanno prelevato direttamente nel tratto terminale del fiume. In conclusione, Goletta Verde e Arpab usano due metodi diversi di prelievo, perché mentre l’Agenzia regionale per l’ambiente si deve attenere ai dettami di legge, gli ambientalisti possono effettuare liberi campionamenti. Il problema sta, a nostro avviso, in una certa approssimazione di Goletta Verde nell’indicare il punto esatto del prelievo, perché chi conosce il territorio sa che la località “Torre Bollita” si trova immediatamente a ridosso dell’area balneare, non certo all’incrocio tra le due strade del lungomare indicate genericamente dagli ambientalisti. In conclusione, anche a Nova Siri e Bernalda lo Jonio è perfettamente balneabile, mentre il Basento e un canale che sfociano nel mare, hanno fatto registrare, almeno il 18 luglio scorso, valori di inquinamento superiori ai parametri di legge.

FONTE: Antonio Corrado da Il Quotidiano della Basilicata

Mare: Goletta Verde, ecco i ‘due punti fortemente inquinati’

Sono al canale del depuratore di Nova Siri e a foce del Basento

Il canale dove sfocia il depuratore a Nova Siri (Matera) e l’area lungo la foce del fiume Basento a Bernalda (Matera), ”sono le aree piu’ inquinate delle coste lucane”, i ”due punti fortemente inquinati”: e’ quanto  e’ emerso dall’indagine compiuta da Goletta Verde, ”l’iniziativa itinerante di Legambiente che ogni estate realizza un monitoraggio sulla qualita’ delle acque e sulla gestione delle coste”. In quei due punti e’ stata rilevata ”la presenza di enterococchi intestinali in valori maggiori rispetto a quelli previsti dalla normativa sulle acque di balneazione”.

FONTE: ANSA http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/basilicata/2011/08/02/visualizza_new.html_759263665.html